Tra la carambola di Novara e l’eliminazione in Coppa prosegue il momento”no”

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La settimana cruciale del Vado, quella in cui si dovevano raccogliere i frutti del nuovo corso (della auspicata resurrezione dopo le ultime due disastrose retrocessioni) sta giungendo al termine (l’epilogo sarà quello di domenica con il Gozzano) portandosi dietro molte più incertezze di quante ci si potesse immaginare. La cinquina maturata in quel del Silvio Piola ha sicuramente inciso sull’ambiente ridimensionando le aspettative e soprattutto avendo riflessi negativi sul morale.del gruppo.Con tali premesse anche l’addio di mercoledì alla Coppa Italia (quando la si cita diviene inevitabile ricordare di averne vinta la prima storica edizione nel 1922) trova una sua spiegazione seppur siano state adottate misure di contenimento della sua portata. Tra le due contendenti in corsa nel 32 esimo quella più sperimentale e giovane, anche se di poco, era infatti  la compagine matuziana che si è quindi aggiudicata il passaggio del turno in virtù di un atteggiamento più combattivo e di una migliore propensione alla trama di gioco. Il 2 a 0 che è scaturito dall’incontro con un gol per tempo non lascia spazio alle fantasiose ricostruzioni che, ahimè, stanno tornando in voga (speravamo fossero state definitivamente debellate con l’avvento della neo guida tecnica).Capisco il tentativo di mantenere compatto uno spogliatoio che da vistosi segni di destabilizzazione dipendenti anche dai risultati che non vengono ma depistare dalla realtà è un esercizietto che può trasformarsi in un boomerang. Certamente il Vado disegnato con tutti gli effettivi, Brondi ed Anselmo compresi, avrebbe avuto senza dubbio tutt’altro spessore, ma nel corso di una stagione di serie D queste situazioni fanno parte dell’ordinario. Altri due gol in saccoccia (tanto per mantenere la media) non devono e non possono far dormire sonni tranquilli. Saper difendere non è un optional nel calcio a tutti i livelli.E’ una cultura, una filosofia, un atteggiamento mentale ancor prima che tattico, che va inculcato ed allenato al pari della capacità propositiva. Visto che il Gozzano (miglior difesa del campionato con solo 5 reti subite) è alle porte, quale occasione più ghiotte per blindare la porta e vista la sterilità dei piemontesi magari partire con l’idea di spartire la posta il che potrebbe, giostrando più coperti, portare addirittura i tre punti.Una ulteriore sconfitta infatti creerebbe una crisi non prevista almeno sino ad alcune partite fa creando un clima di tensione non facilmente gestibile. Fortunatamente a spostare l’interesse su di un altro fronte pervengono buone, anzi ottime, notizie sul fronte societario.L’ex grande presidente del Genoa e del Livorno, l’industriale Aldo Spinelli, ha ufficialmente annunciato di voler sostenere con una sponsorizzazione il club di Franco Tarabotto che così a seguito di questa iniezione di fiducia e di inaspettato apprezzamento, può dimenticarsi per un attimo dei ben poco lusinghieri risultati ottenuti negli ultimi tempi. Un vero toccasana questo appoggio esterno anche se il patron invita alla calma puntando ben i piedi per terra e non dimenticando il ruolo importante che reciterà Beppe Costa in una vicenda ancora tutta da finalizzare.Certo questa ouverture improvvisa cambia completamente lo scenario e invita, perchè no, i tifosi vadesi (anche o più cauti) a sognare di traguardare un approdo in ambito professionistico. “U sciou Aldo” ( potremmo dire il Gruppo Spinelli : trasporti, logistica, terminal ) tante volte chiamato in causa improvvidamente quale salvatore della patria su sponda Savona sbarcasse a Vado investendovi  (i colori del suo primo grande amore in fondo sono gli stessi) darebbe vita ad una partnership veramente prestigiosa. In ottica settore giovanile (risaputamente il mio pallino) i benefici sarebbero enormi.Questo non fa che consolidare la stima che da sempre nutro e che puntualmente ho ribadito e sottolineato nel Tarabotto imprenditore sportivo capace, generoso e lungimirante.
Altrettanto non posso dire della sua gestione in campo tecnico a partire dal criterio di scelta degli staff sino ad arrivare, passando per l’improvvisazione manageriale a livello di pianificazione e programmazione, alla maniera di comunicare, un capitolo quest’ultimo su cui onestamente denoto netti miglioramenti.