Tre lampi dopo il buio.Una vittoria che segna la strada da percorrere per ritrovare il successo.

Ci eravamo lasciati con il rammarico e la delusione per la seconda retrocessione consecutiva.Poi anche quando i più ottimisti iniziavano a cedere al disincanto ed ad intravedere i segnali di una resa ecco che è riemersa indomita la forza del patron Franco Tarabotto di proseguire in un progetto che se da un lato lo vede ineguagliabile realizzatore (mi riferisco a gestione, organizzazione, impianti e logistica) dall’altra (leggasi risultati tecnici) lo vorrebbe relegare al ruolo di “perdente” che proprio non gli si addice. Scelte scellerate, fiducia piena riversata su figure incompetenti confusione e delegittimazione di ruoli apicali, avevano nonostante tanti sacrifici ed investimenti cospicui portato a due stagioni fallimentari.Poi, non d’incanto, ma frutto di un piano ben congegnato ecco la lenta, graduale ed auspicata ripresa. Tutte le mosse al momento sono state calcolate in funzione del voler trovare la formula per una rotta che potrebbe portare al professionismo. Dal “non interesse”manifestato verso la gara per l’acquisizione del marchio Savona (con lavori di ripristino del Bacigalupo annessi) di modo da concentrarsi sul vero core business aziendale che gravita sull’area Chittolina, alla promozione del figlio Luca nel ruolo di direttore sportivo, al jubilum del factotum Battiston dimostratosi inerziale verso l’aria di cambiamento, all’intercettare nel neo mister Solari nuova voglia, stimoli e soprattutto idee (valorizzazione dei giovani in primis). Tutto va nella direzione giusta restilyng degli spazi comfort compresi. Ora la parola andrà al campo perchè il fatturato dell’azienda calcio lo esprimono i risultati. Sulla scia delle tre amichevoli precampionato (svolte in successione a salire quanto ad impatto qualitativo e vinte tutte) anche il primo turno di Coppa di Serie D è stato superato. Non uso il termine brillantemente, perchè l’atteggiamento dei vadesi in campo è risultato ondivago, il che fa intendere che il lavoro da farsi sia ancora costellato di situazioni da meglio decifrare. Nel mentre la cronaca ci dice della doppietta del giovane centrocampista lombardo Cattaneo (2002, proveniente dall’AlbinoLeffe) completata dalla ciliegina del bomber Lo Bosco (triangolazione al volo da manuale per la delizia del pubblico cautamente riavvicinatosi alla società, il che è un buon segno : a proposito, bentornato a Roberto Aragno cuore rossoblù), l’attenzione va posta in chiave di analisi su alcuni temi tattici che di seguito propongo.Nel primo tempo il Ligorna di Monteforte è piaciuto di più per manovra e palleggio e piange almeno di un penalty. Se giochi con il tridente (questo l’assetto impostato dai padroni di casa) rischi di regalare qualcosa in mediana specie se non schermi bene il play avversario in uscita. Nei primi venti della ripresa al calo vistoso dei biancoblù genovesi (sia sul piano del ritmo che della concentrazione) è corrisposto il massimo sforzo di Capra e compagni e la conseguente tripletta. Non è piaciuto invece il finale gara in quanto seppur in 10 per l’espulsione dell’ex Scannapieco dal 68° (doppio giallo) è arrivato al 72° il rigore di Pantano trasformato con freddezza dal panterone Gomez e pochi minuti dopo Salvini si è trovato tra i piedi la palla che avrebbe potuto riaprire l’incontro.Ma tutto è bene quel che finisce bene. Il clan Tarabotto è giusto che si goda un meritato tributo. L’asse De Bode, Costantini, Lo Bosco pare dia le garanzie necessarie per ben sperare. Toccherà ai leoncini del Derthona guidati dall’esperto Zichella (mago del vivaio torinista) misurare domenica 19/9 le reali possibilità del gruppo/squadra Vado Fc stagione 2021/22. Ci sono i primi tre punti in palio veri da accapparrarsi. Non è più tempo di calcio d’estate, da adesso si fa sul serio!

 

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