Una grande “triplice” vittoria, ma ora guai a sedersi sugli allori

Ci voleva proprio e da tempo immemore la si aspettava. Ed è arrivata riportando finalmente un raggio di sole in un ambiente che ne aveva tanto bisogno. Si è trattato di una prova d’orgoglio, dedicata alla famiglia Tarabotto che sta tentando in tutte le maniere di risollevarsi dalla lunga crisi di risultati e alla memoria del compianto “Renzo” Porotto lo storico custode/magazziniere/factotum del club rossoblù in pectore fin dall’inaugurazione dello stadio “Chittolina” nel lontano 1978 e spentosi in settimana dopo una lungo e doloroso addio funestato dalla scomparsa della moglie e da una grave malattia.Per questo i ragazzi sono scesi in campo col lutto al braccio osservando un minuto di raccoglimento ed in tribuna era esposta una commovente maglietta a suo ricordo.Dicevamo di una vittoria “triplice” quella con cui Taddei e compagni hanno piegato per 4 a 2 una Lavagnese in caduta libera (era infatti reduce dalle 5 scoppole subite in casa dalla Folgore) e mi appresto a spiegarne le ragioni. La prima di ordine pratico. I tre punti mancavano da mesi e pertanto rappresentano una sana boccata di ossigeno. In un sol colpo i vadesi approfittando dei concomitanti pareggio del Città di Varese e sconfitta interna del Fossano ed esterna del Borgosesia hanno abbandonato (recuperi delle inseguitrici ancora da completare permettendo) l’ultima scomoda posizione e portandosi a quota 12 hanno raggiunto al momento attuale la zona play out.La seconda di natura psicologica. Si direbbe infatti che essersi liberati definitivamente del fardello “sonettiano” (tutto il pacchetto incluso) abbia portato un’aria nuova all’interno di un gruppo che dopo tante peripezie si sta iniziando a forgiare e plasmare.Assorbire il micidiale ko al 93° di domenica (e per giunta su rigore dubbio) non era certo facile, così come integrare in tempo record i nuovi Vignali ( due gare due gol), Barbetta e il giovanissimo Lipani (2002) schierato sin dall’inizio come terzino destro, così come rimontare l’iniziale svantaggio.Con queste premesse c’è ben da sperare.La terza di natura tattica. Non la smetterò mai di prodigarmi nel suggerire di adottare un atteggiamento più equilibrato, indispensabile in generale, e fondamentale se lotti per stare in categoria.Credo che l’impiego di Gulli come terzo di sinistra avanzato vada in questa direzione e pertanto mi è piaciuto. Forse la prestazione dello stesso non è stata esaltante visto che deve ancora entrare in piena forma e prendere le misure con un ruolo diverso dal quinto di fascia. Ma assicura le due fasi e in non possesso regala quella mediana a quattro che ritengo renda compatta e coesa la diga davanti ad una difesa che pur sempre al pari dei bianconeri di Nucera è quella più perforata del campionato (30 reti subite in 18 match).La sfida del prossimo turno con l’Arconatese credo sia la cosidetta “prova del nove”. L’impegno è molto delicato in quanto si tratta di uno scontro diretto ma principalmente dovrà dire se si è trovata la quadra del cerchio (in caso di un esito positivo : anche un pari sarebbe ben accetto) o se invece questa quaterna assestata ai malcapitati lavagnesi sia un mero episodio visto che pur nella sua entità rilevante (un poker non lo si discute) qualche episodio ha girato per il verso giusto della serie aver trovato l’incornata di Bacigalupo ad un soffio dal riposo, l’ingenuo penalty per tocco di braccio a favore al 46° e soprattutto il pacchiano svarione che ha aperto la strada al terzo gol in 5 minuti 5. Sarà una partita tutta da gustare, uno snodo focale, un ostacolo che potrà dirci molto sul futuro cammino di un Vado sempre più targato col marchio di fabbrica Tarabotto. ” Ciao Renzo”, amico vero e grande cuore rossoblù.
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