Un “tris d’assi” non basta per battere un pokerissimo

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Il pokerissimo (in inglese five of a kind) è un punto formato da quattro carte di stesso valore più un jolly. È di fatto il punto più alto che si possa conseguire. Di record in record (negativi si intende) anche in questa stagione il clan Tarabotto alla guida del glorioso Vado che fu, è nuovamente riuscito a superarsi in negativo. Chi pensava che non si potesse far peggio dei due ultimi anni calcistici, coincisi con altrettante retrocessioni dirette, è andato deluso. Rimediando la 5 sconfitta consecutiva in quel di Caronno Pertusella, il club rossoblù è ad oggi per rendimento, al pari del Saluzzo, del Leon (gir.B) e del Cannara (gir.2), l’ultima squadra d’Italia sulle 180 iscritte al campionato di Interregionale nelle ultime 5 gare. Nonostante rifiniture del sabato mattina, partenze anticipate, viaggi con pulmann di ultima generazione e pre ritiri faraonici, ancora una volta come già era successo in Valle d’Aosta e Piemonte, anche dalla Lombardia si torna a mani vuote, con Zero punti e senza alcun gol all’attivo. Come non bastasse, riuscire a farsi battere da chi non aveva mai centrato la vittoria in casa propria è una vera e propria impresa al contrario. Una squadra allo sbando, quella diretta da Solari-Tarabotto Luca e Olivieri, dove il gruppo (parola grossa) a furia di errori (fare e disfare impedisce di trovare il bandolo della matassa) si è andato sfaldando gradatamente e dove ora ognuno cerca solo la sua strada personale. Si poteva e si doveva tornare almeno conquistando un punto che interrompesse la sequela di disfatte. Certo che se affronti una delle compagini più in palla del momento e ti presenti con il tridente (fra l’altro, per caratteristiche poco propenso a rientrare in supporto) ed in aggiunta Galvanio lo imposti da mezz’ala (stiamo parlando di un attaccante mezza punta giunto per sostituire Di Salvatore : stesso esperimento già effettuato con Boiga nel 2021 e relativo fallimentare esito), manchi di esperienza, di razionalità e di umiltà, che sono fattori indispensabili che fanno la differenza a fine corsa. Se poi entriamo nel dettaglio gestione match e vediamo che all’infortunato Lo Bosco subentra al 44’ del pt  l’esordiente Quarta (ancora un oggetto misterioso) e che lo stesso al 37’ del st viene a sua volta sostituito da Lagorio, allora ci rendiamo conto di tante cose. Arriverà in settimana (esattamente merc.16) il fanalino di coda Saluzzo (15 sconfitte su 22 giocate) e probabilmente i tanto sospirati 3 punti che potrebbero riportare in linea di galleggiamento una nave che sta andando clamorosamente alla deriva. Ma i problemi strutturali, più volte evidenziati da questa amatissima rubrica, permarranno. Negli undici scesi in campo domenica (cambi compresi) nessun giocatore è proveniente dal settore giovanile rossoblù e questo, non mi stancherò di ripeterlo, è inaccettabile. Il vivaio ben diretto dal prof. Bossolino (parte non agonistica) e dall’onnipresente Vincenzo Eretta (parte agonistica sino agli Allievi) è al primo posto in tutte le categorie : un vero fiore all’occhiello. Non valorizzare questo immenso capitale tecnico ed umano è inammissibile. Plaudo di conseguenza alla bellissima iniziativa voluta dal Direttore Generale e Sportivo dei rossoblù varesotti Raffaele Ferrara (mio amico personale sin dai tempi in cui per 6 stagioni è stato Responsabile delle Giovanili del Pro Patria, prima di diventare Ds della Reggiana e poi del Pisa : queste sono figure competenti!) il quale abbracciando il progetto pluriennale propostogli dal presidente Gambaro, sta provando a far diventare la Caronnese un polo calcistico ed educativo di prim’ordine. Ebbene  durante l’intervallo dell’importante match con il Vado, i vertici societari hanno deciso di premiare i migliori marcatori del girone di andata, dai Pulcini alla Prima Squadra. Hanno ricevuto, dunque, un premio: Federico Corno (Prima Squadra), Matteo Di Marco (Juniores), Andrea Basso (Allievi 2005), Gaetano Montagno (Allievi 2006), Cristian Pavan (Giovanissimi 2007), Artur Lopez (Giovanissimi 2007), Marco Airaghi (Giovanissimi 2008). Come non bastasse ancora, l’arbitro ha autorizzato di far dare il calcio d’inizio al giovane Marco D’Ambrosio (classe 2013). Che emozione! Complimenti vivissimi a tutto l’ambiente. Questa deve essere una lezione per quanti non hanno nè cuore, nè anima, nè sensibilità e soprattutto non posseggono le capacità di coltivare i sogni e le speranze dei nostri ragazzi.