Benvenuti al valzer del moscerino

Correva l’edizione numero 10, anno 1968. A vincere lo Zecchino d’Oro fu il conosciuto brano “Quarantaquattro gatti”. La canzone “Il valzer del moscerino” arrivò terza, a quattro punti dalla prima, ma la sua interprete, la bimba Cristina d’Avena, divenne il personaggio che avrebbe avuto poi nella vita più notorietà. Negli annali dello Zecchino d’Oro restò per sempre il ricordo del modo in cui Cristina pronunciava la erre, conquistato con l’aiuto di Mariele Cristina che la diresse all’Antoniano come componente del Piccolo Coro, fino ai 12 anni. Della stessa fatta potrebbe dimostrarsi il “valzer dei debuttanti” ( Tarabotto Luca ds, Solari mister e Olivieri resp.le prima squadra : il riferimento è alla serie D) perchè a far notizia più della vittoria dei vadesi in quel del Ciccione (rigorello di Aperi contro l’Imperia in piena crisi per l’1 a 0 finale) è l’ennesima “revolution” in casa rossoblù che proprio in questa settimana è implosa come da copione. Impossibile in questa società sperare in programmazione, pianificazione, gestione a medio termine. La domanda sorge spontanea: con quale criterio sono stati scelti i pezzi della rifondazione post retrocessione bis, se a distanza di pochi mesi vengono già messi in discussione,  esodati e/o reimmessi sul mercato giocatori che sulla carta avrebbero dovuto fare la differenza? Ad oggi (giornata di riapertura ufficiale delle liste di trasferimento) sono sul piede di partenza (a fare il paio con Cossu, Gabriele Di Salvatore e diversi top player presentati e poi non tesserati) Leonardo Di Salvatore (alla ricerca di più spazio), Pantano (presto rinnegato e sostituito con i vari Tinti e Breno), Magonara, Zanchetta (già rientrato alla Triestina) e nell’ultima ora Carrer e Nicoletti. Chi pensava ad equilibrio, lungimiranza e stabilità, le condizioni fondamentali per costruire un progetto tecnico duraturo, si sbagliava di grosso. Ed i giochi non sono ancora finiti. La classifica si è fatta più rassicurante con questi ultimi tanto attesi 3 punti e potrebbe rimpiguarsi ulteriormente dopo l’arrivo nell’anticipo di sabato al Chittolina dello zoppicante Asti che riesce a rimanere in linea di galleggiamento solo grazie ai virtuosismi del capocannoniere Virdis. Tornando al testo pel pezzo che ha regalato il titolo all’articolo, mentre Beppone “russava” (ogni riferimento è puramente casuale) un gatto “birbone e pazzerellone” (idem) lo colpì sul nasone così l’incanto cessò. Un lallà, un lallà,un lallalà.

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