Ad un passo dall’irreparabile

Il tempo dei proclami, delle chiacchiere, dei tentativi di depistaggio dalla realtà, delle favolette di Fedro (quella della rana scoppiata e del bue, ad esempio, insegna che se si cerca di atteggiarsi a ciò che non si è, senza restare umili, si rischia prima o poi di finire male) per il Vado targato Tarabotto-Francomacaro è finito.A sancirlo è stata la definitiva goleada (per l’esattezza la “manita”) subita da un Legnano in grande spolvero che ci ha messo poco a liquidare la formalità. Ora sul cammino verso i play off i lombardi troveranno la rinvigorita Sanremese del preparato Andreoletti in quello che sarà un vero scontro diretto.Del resto sia le sconfortanti ultime prestazioni che i risultati (un punto in due trasferte abbordabilissime, specie da chi si vuole salvare) lasciavano presagire al peggio. Se poi come consuetudine si affrontano avversari più titolati e competitivi senza un minimo di prudenza ma anzi con due punte più la mezzala Boiga (di fatto un esterno di attacco) ed il quinto di destra Saccà (di fatto un’ala pura) il centrocampo ospite prende con facilità il sopravvento, prova ne è che al 5° gol ed in superiorità numerica grazie all’esplusione del subentrato Casazza, solo il voluto giro palla ha salvato i rossoblù dall’essere letteralmente subissati di reti.Della partita in sè, da dimenticare in fretta cercando di recuperare le residue energie, mi piace sottolineare in positivo il minuto di raccoglimento dedicato al super tifoso Alberto Cafferata e nonostante la difficile circostanza, l’esordio del giovanisimo difensore classe 2003 Davide Favara (di ritorno dalla Samp) che è parso muoversi con personalità e carattere. Mi sarei aspettato anche quelli del n.12 Samuele Ghizzardi classe 2003 e del trequartista Più Giacomo 2002 ex Genoa entrambi figli d’arte. I termini che sono prepotentemente arrivati alla ribalta adesso sono : disperazione, sconforto, orlo del baratro e chi più ne ha più ne metta. Ed è con questa rassegnazione che si rischia seriamente di affrontare le ultime due gare che se vinte lascerebbero un margine di speranza se non altro alla matematica. A partire dalla Lavagnese 1919 ottima nona in classifica (7 su 9 nelle tre precedenti) bisognerà a tutti i costi fare punti confidando che il Fossano a Gozzano e il Borgosesia a Caronno restino al palo. Mancherà il portierone Luppi (altra tegola sul collo) e Tissoni è in dubbio cosa che giocando a 3 dietro preoccupa non poco visto la prova negativa offerta da Lipani. Intanto pur nel pieno di una situazione che sta per implodere si susseguono le voci di “radio Mercato”, ci si prepara a dover assistere all’ennesima “revolution”, nel tentativo di recuperare l’affetto di una piazza oramai lontana dal clan di famiglia che gestisce la società. La ristrutturazione e riorganizzazione prevista passa per il doppio ruolo assegnato a Luca Tarabotto (Vicepresidente e Ds), prosegue attraverso la nomination di Matteo Solari a mister del rilancio e GianLuca Oliveri responsabile prima squadra, e si completa con una ridda di giocatori super gettonati più vari riconfermati. Al patron Franco servono serenità, lucidità e buoni consigli. In tutti questi anni si è contraddistinto meritoriamente per aver operato in ambito di risanamento finanziario e miglioramento superlativo di logistica e struttura degli impianti. Sarebbe un gran peccato che per causa di gestioni tecniche “scellerate” venisse invalidato quanto di buono ha fatto e di cui occorre rendergli onore. Per rincuorarlo dal quel sentimento di ” solitudine” che ha pubblicamente esternato nel rammarico del dopo gara vorrei dedicargli un significativo aforisma di Robin Williams : “Ho sempre pensato che la peggior cosa nella vita fosse restare soli. Non lo è. La peggior cosa è stare con persone che ti fanno sentire solo”. Magari scelga meglio Pres!

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