Tanto tuonò che piovve

La tradizione attribuisce questa frase oramai divenuta un cult a Socrate; si racconta infatti che un giorno questi stesse dialogando con un suo allievo nel cortile di casa; Santippe, moglie del filosofo greco, appena arrivata, iniziò a inveire contro di lui, poi si affacciò alla finestra e gli gettò una brocca d’acqua sulla testa; Socrate, allora, sempre imperturbabile, pronunciò questa celeberrima espressione che viene oggi utilizzata, soprattutto in contesti scherzosi, per alludere al verificarsi di un evento atteso da molto tempo.E sì perchè il Vado del ds Sonetti dopo un filotto memorabile di cinque (dicesi 5) sconfitte consecutive Serie D: il pareggia col Chieri (1-1) ha interrotto una striscia negativa che rimarrà negli annali.Come sempre diversi sono i punti di vista, le prospettive, con cui prendere in esame questo risultato. Su sponda piemontese si può tranquillamente parlare di occasione sprecata.Non sono pochi i rimpianti, per gli azzurri di Marco Didu che pur conquistando il sesto risultato utile di seguito consecutivo con l’ennesima prestazione positiva in una gara condizionata dal forte vento e la consapevolezza di aver trovato un’identità di squadra ben precisa sia in casa che in trasferta, escono con l’amaro in bocca visto che si erano trovati meritatamente in vantaggio a 29 minuti dal termine . La scelta di Pedrabissi (che ha gettato alle ortiche una palla gol facile facile) come partner d’attacco di Ravasi al posto dell’ex di turno Valenti non ha pagato. Certo che la prodezza balistica in mezza rovesciata di Ferrandino ed il successivo centro annullato per fuorigioco avevano illuso i Gardellini boys di poter portare via l’intera posta considerato che in ogni caso stavano girando bene.Dall’altra parte, su sponda rossoblù, due sono le visuali attraverso cui propongo di leggere la gara.La prima, che è quella avallata dal redivivo mister Luca Tarabotto (rientrato a sorpresa in panchina anche se finito espulso per reiterate proteste) è la versione più ottimistica che catalogherei come “prospettica”. In fondo questo punto può far morale e può rappresentare in successione dopo il derby di Imperia perso di misura ed in inferiorità numerica un secondo piccolo passo in avanti nell’attesa che il big match di domenica prossima contro la diretta concorrente Fossano dica se veramente, nuovi innesti compresi, si sia sulla buona strada (stiamo in prima battuta riferendoci al tuttocampista Bernardini e all’esordiente centrale difensivo Strumbo, autori entrambi di una prova in linea con la categoria, ma non certo “sopra le righe”).L’altra, più vicina alle mie corde e pertanto più concreta e meno romanzata, entra più nello specifico ed evita la linea romanzata. Quando lotti per non retrocedere e giochi tra le tue mura, magari contro una compagine di fatto meno agguerrita dal punto di vista motivazionale vincere diviene l’imperativo (così dovrebbe di norma essere).Non giocavano con il sangue negli occhi i chieresi prova ne è che lo spacca partita Corsini (veramente decisiva la sua discesa in campo per grinta e gamba : quella è la sua posizione altro che trequarti come in altre circostanze) nello slalom(primo vero affondo dell’attacco dei liguri) che ha portato al gol di D’Antoni ha trovato una contrapposizione nell’uno contro uno a dir poco “leggerina” (al Pochissimo prevedo sarà tutta un’altra musica).Sento invece osannare un pari che vissuto più razionalmente lascia le cose come stanno e relega il Vado al penultimo posto su scala Nazionale con un solo punticino nelle ultime 6 (ha fatto peggio in tutt’Italia solo il Rende nel girone I). Qual’è la legge per cui non si debba vincere non l’ho capita. In un turno per inciso dove i fanalini di coda Arconatese ( che ha rifilato 5 pappine alla lanciatissima quarta, la Caronnese) e Borgosesia (che ha steso nientemeno che la capolista Bra) hanno, loro sì, fatto veramente l’impresa del giorno, accontentarsi di commentare come “buono” un pareggio interno denota mancanza della giusta mentalità indispensabile per portarsi in zona salvezza.Entrando poi nel vivo delle questioni tecnico-tattiche nel mentre finalmente si è preferito puntare su un modulo più coperto (almeno sulla carta, il 4-4-2 risulta più affidabile), ancora una volta è contestabile la scelta degli interpreti perchè è decisamente mal calcolato pretendere che il giovane Boiga (bravino in fase di possesso ma del tutto privo di attitudini difensive senza palla) possa fare il quarto di destra poichè per tutto il primo tempo Dagnino si è spesso trovato tra due fuochi. Questo profilo così sbilanciato si è dovuto pagare in termini di soldoni con i cartellini gialli rimediati dai vari Strumbo, Gallotti e Tissone.Urge trovare un assetto definitivo al più presto perchè la sensazione è quella che il gruppo giocatori (terzo cambio di pelle con le relative perdite in termini di equilibri, baricentri e automatismi) possa come valore complessivo anche giocarsela, ma che la quadra non sia ancora stata trovata (a partire dagli allenamenti infrasettimanali di timbro qualitativo non elevato).Vedremo se l’attesissimo D’Agostino, l’innesto dicembrino che si trova alle prese con problemi fisici dovuti forse ad una modalità di inserimento non proprio azzeccata, gioverà a rendere più prolifiche le trame e soprattutto si confida di disporre della punta strutturata tanto agognata sino dall’inizio delle ostilità.Il via vai di giocatori è destinato a protrarsi sino a fine mercato a riprova della mancanza di idee chiare e di un piano ben definito e programmato. La confusione regna tra le varie anime (troppe) preposte alla gestione e questa è la nota dolente che rischia di invalidare qualsiasi tentativo di miglioramento.Radio Chittolina da fermo ai box il centravanti Saverio Pedalino (già inquadrato nella rosa) e sulla rampa di atterraggio un altro delantero Aleksander Grazhdani (bomber di origini greco-albanesi in carico al Ghiviborgo). Sempre per non farsi mancare niente è delle ultime ore la notizia di un interessamento verso un un terzino classe 2001. Insomma ricapitolando. Dapprima via tutte le bandiere (stoico l’ammainare di quella di Massimiliano Iliante) durante la fase dell’azzeramento, funzionale al nuovo che avanza. Poi il ripudio dei “derivati” del Ligorna. Ora con i saldi di fine stagione l’appoggio incondizionato al procurativismo sudista sperando porti in dono la “cazzimma” di cui difetterebbe il collettivo ( Bernardini viene dal Real Aversa/Campania, Strumbo viene dal Città di Sant’Agata/Sicilia, Pedalino dal Giulianova/Abruzzo).Di esperimento in esperimento intanto il budget sale e il gioco latita. Quando le uniche due squadre sottostanti recupereranno tutti gli incontri temo ci si debba confrontare con ciò che ha prodotto un simil sconquasso. Il mio timore è quello che perdendo anche a Fossano (ultima spiaggia per tentare un rilancio) anche la speranza di salvarsi con i play si riduca al lumicino e che anzi sia a grosso rischio la disputa integrale degli stessi per il grande distacco accumulatosi dai fuori pericolo.La scorsa stagione il Vado alla 14^ battendo la Lavagnese si portò a quota 12. Speriamo sia di buon auspicio. Si diceva in allora che lo scarso rendimento fosse frutto di scelte sbagliate e che quest’anno con un Ds all’altezza non si sarebbero ripetuti quei clamorosi errori.Dati alla mano si sta facendo peggio spendendo di più.Come direbbe Crozza imitando Zaia .” Pensateci sopra!”

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