Quante volte intendesti lo sguardo ne’ deserti del duplice mar!

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Parto da una poesia per meglio affrescare il momento che stanno vivendo le sorti biancoblù. “Marzo 1821” (questa è il noto cammeo) appartiene alla fase poetica manzoniana di ispirazione civile e patriottica, insieme a Aprile 1814 (sul tremendo linciaggio da parte della folla milanese del ministro delle finanze Giuseppe Prina, alla caduta del Regno d’Italia ), Il proclama di Rimini (che rievoca l’appello all’indipendenza della penisola lanciato da Gioacchino Murat, fedelissimo di Napoleone ed ex re di Napoli) e Il cinque maggio, in cui si ricorda la figura del grande generale francese. Questa ode venne scritta tra il 15 ed il 17 marzo del 1821, sull’onda dell’entusiasmo per il probabile intervento sabaudo (Vittorio Emanuele I il 13 marzo aveva abdicato in favore del fratello Carlo Felice, e il reggente Carlo Alberto di Savoia aveva manifestato simpatie per gli insorti). Tuttavia, Carlo Alberto tolse presto l’appoggio ai moti piemontesi, stroncando sul nascere le speranze e le illusioni che potesse unirsi alle forze lombarde per liberare il Nord Italia dal dominio austriaco.La presidenza di Massimo Cittadino che probabilmente sarà una delle più brevi della storia del Savona, dopo l’annuncio della messa in vendita del club dopo lo striscione di contestazione apparso recentemente da parte della tifoseria, pare ripetere in tutta la sua drammaticità l’opera che il Manzoni volle dedicare ad un momento così grave del nostro Risorgimento. Gli elementi ci sono tutti.

L’abdicazione di Vittorio Emanuele I è del tutto simile a quella dell’ex massimo dirigente, Sebastiano Cannella a favore di Cittadino.
Dimissioni che erano già concordate (…visto che il finanziatore del progetto Savona calcio da qui a breve doveva interloquire con l’amministrazione era giusto che si presentasse nelle vesti di presidente proprietario del Savona calcio – queste le parole di Cannella). Carlo Alberto impersonifica l’attuale presidente Cittadino in realtà socio della Vela srl (il vicepresidente del Savona ne è l’amministratore) una società che si occupa di costruzioni che come il nobile sabaudo ha simpatizzato per gli insorti (la tifoseria organizzata) sino poi a prenderne le distanze a seguito dell’esposizione dello striscione giustamente polemico attraverso cui si sono schierati apertamente contro il nuovo corso societario romano. C’è pure posto per Gioacchino Murat (alias mister Frumento) che come il generale francese, re di Napoli e maresciallo dell’Impero con Napoleone Bonaparte di cui sposò la sorella minore Carolina rappresenta un grande esempio della mobilità sociale con cui si può passare dalla posizione garzone/locandiere a sergente surgendo in breve tempo al potere come agitatore della protesta. Non bastano orgoglio, cuore e sprezzo del pericolo per vincere. Prova ne sono le due partite di campionato finite con lo stesso risultato : 0 a 0. Potrei scomodare tante altre similitudini ma mi limito ai personaggi chiave. Ci si prepara per l’ennesima volta ad una resa incondizionata e l’alibi del mancato feeling con l’amministrazione non può da solo essere un alibi.Il bando per lo stadio Bacigalupo è andato deserto. Ora, fanno sapere il sindaco Russo e l’assessore allo Sport Rossello si seguiranno altre strade, e non certo l’irricevibile trattativa privata.Nessun studio di fattibilità, nè financial project, nè indagine conoscitiva potrà rimuovere i vincoli dipendenti dal rischio idrogeologico (zona rossa). Insomma la “nebulosa” che avvolge il destino del Vecchio Delfino resta intrisa di incognite. Difficile sperare in una schiarita o in soluzioni subitanee. Il “gruppo tifo” biancoblù è sul pezzo e francamente i 5 punti con cui ha sferrato l’attacco sono tutti largamente condivisibili. Chi vuole o vorrà dirigere un club blasonato come è il Savona (città capoluogo di provincia) non può essere improvvisato o pretendere di stupire con effetti speciali. Ci vogliono conoscenze, esperienze, competenze e soprattutto denari.