L’ultimo saluto a Bruno Fanelli, un mister mai “sopra le righe”

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Per congedarsi dal noto personaggio davanti alla Chiesa di San Paolo si è radunato un folto gruppo di appassionati di calcio ed in particolare della società US Legino 1910. Non è del centravanti dalla tecnica sopraffina e dallo spiccato fiuto che voglio parlarvi (la sua militanza nei federali della Samp di Mora a livello allievi/Juniores merita un accenno) ma della sua attività di allenatore delle giovanile a cui si è dedicato a lungo, corpo e anima, eccezion fatta per una breve parentesi in prima squadra. Tante sono le generazioni che lo ricordano con stima ed affetto per quel suo impegno di impronta professionale e signorile. Tutte le volte che incontrandolo a bordo campo mi sono confrontato con lui, ho sempre trovato oltre che ad un amico, una persona competente e soprattutto disposta al dialogo senza prevaricazioni di sorta.Al presidentissimo dei verde blù del Lexe, Pietro Carella(naturalmente presente con il fedelissimo Gerolamo Damonte) chiedo un aneddoto e un ricordo :” Fanelli aveva un suo preciso marchi di fabbrica inteso come mister per bene e mai eccessivo nei comportamenti. Ai suoi ragazzi si legava anche oltre l’ambito sportivo in sé creando gruppi coesi ed accomunati da valori importanti. Vi dedico un siparietto che senz’altro non dimenticherò. Ci eravamo appena trasferiti dal CSI al Ruffinengo e Bruno si trovò a doversi misurare con il ns caro Donati (c’era anche lui nel momento del commiato, con i suoi 98 anni). Si disputavano una squadra “forte”. Li chiusi nel primo spogliatoio e gli dissi che avrei riaperto solo quando si sarebbero messi d’accordo. La qual cosa avvenne con buona pace di tutti”.Ecco con questo simpatico racconto, vorrei chiudere, seppur rammaricato e commosso, questa pagina dedicata ad un “protagonista” che ha lasciato un segno indelebile nel mondo del calcio. Ciao “maestro” Fanelli! Ti porteremo sempre nel cuore.