Sarà perchè da poco è terminato il Festival di Sanremo o forse perchè con l’inizio della primavera tornano alla mente le belle canzoni di un tempo, ma per introdurre il mio consueto report sul turno di campionato di serie D girone A del Vado, ho fatto ricorso questa volta al magico groove di Zucchero ed a uno dei suoi pezzi storici. E sempre per rendere omaggio al mondo delle note premetto che concluderò il mio articolo con un omaggio al geniale Franco Battiato. Meglio metterla in musica d’altronde, della serie “canta che ti passa!”, perchè a sentire le dichiarazioni di fine gara del fortunato match con cui i rossoblù (presi letteralmente a pallonate, o meglio a incornate, visto che almeno tre nitide occasioni da rete sono capitate sulla testa dei piemontesi) hanno rubacchiato un punto agli uomini del rammaricato Daidola, viene uno stato d’animo simile a quello del protagonista del brano del noto rocker emiliano, tipo “Non ho più voglia di avere voglia tutto questo è troppo anzi di più”. E sì, perchè puntualmente avviene la farsa della trasfigurazione della realtà e visto che, si da il caso, che ho assistito alla gara (fra l’altro con chi dispone di tanta competenza e capacità di giudizio ), mi compete dirvi che le cose non sono andate così come sono state descritte. Veniamo al dunque.Contro i giallorossi precipitati al quarto posto e recentemente battuti da Casale e Caronnese (come vedete non è un’impresa impossibile), per di più orfani della prima punta Gaeta approdato alla Casatese, la pattuglia del tandem Tarabotto-Francomacaro, esclusa la fortuita folata di vento che ha deviato in gol un angolo “ceffato” da Taddei, non ha prodotto un solo tiro in porta in novanta minuti (anche con il Derthona, per la cronaca, parate del numero uno avversario uguali a “zero”), subendo una superiorità avversaria tecnico-tattica schiacciante (16 corner a favore degli ospiti la dicono lunga in merito) che non si è concretizzare perchè per un soffio non si sono finalizzati 6 rigori in movimento vuoi per mancanza di freddezza vuoi per la verve straordinaria del portiere Luppi (eroe del giorno) risultato nettamente in miglior giocatore in campo fra tutti quelli schierati da entrambe le compagini (seguito da super Marchisone, classe 2001, un trequarti di cui seguiremo le gesta). A fronte di questi dati oggettivi mi chiedo, come sottolineo nel titolo del mio puntuale articolo, dove sia, se non nella fantasiosa mente dello staff vadese, quel “mondo meraviglioso” declamato fatto di costanti miglioramenti e di graduali positive trasformazioni, che trova la sua apoteosi nella frase oramai nonsense :” Si sono notate cose buone, frutto del lavoro dell’equipe”.Riportato su di un piano di normalità quanto è di fatto accaduto e ribadendo il concetto che pareggiando in casa e perdendo fuori si retrocede diretti (so bene che parlare di “media inglese” è in ambito “sciamanico”considerato come un vero sacrilegio, alla stregua di un retaggio obsoleto per chi invece propende ad un calcio più moderno e propositivo) entro nel dettaglio della gestione mettendo in macro quelle che secondo la mia prospettiva sono state le anomalie di sistema che hanno impedito di poter mettere il match su di un’altra corsia.Parto dall’aver chiesto a Vignali di giostrare in un ruolo che non è il suo, sia sotto il profilo della corsa e della resistenza sia per la sua naturale propedeutica e predisposizione, che ha portato a disporre in pratica di una pedina in meno e che è sfociato in una prestazione scialba conclusasi con la sostituzione al 20° del secondo tempo.Passo per la sostituzione a mio parere ingiusta di D’Antoni a favore di Pedalino, rischiando di perdere un potenziale contropiedista per far posto ad un bomber che deve ancora raggiungere la condizione e che in ogni caso era meglio che si avvicendasse a Sbarbati che non ne aveva più essendosi speso oltre misura.Per arrivare al mancato impiego di Diego Dagnino che avrebbe potuto rivelarsi utile oltre che per far rifiatare il reparto di centrocampo anche perchè accredidato di possedere quella “gamba” con cui fungere da apriscatola in un momento topico in cui il Bra addirittura difendeva a due e gli spazi stretti si erano mutaiti in autostrade da poter sfruttare in ripartenza.Tornando all’immediato, domenica il Vado penultimo e con un distacco di 12 lunghezze dalla sest’ultima è atteso dai lanciatissimi valdostani del Pont Donnaz (ottimi neo terzi). All’andata non ci fu praticamente storia con il secco 2 a 0 suggellato dalla doppietta del granatiere Varvelli.Vedremo all’opera e registreremo fedelmente la vituperata “metodologia miglioristica” confidando che si tramuti finalmente in punti e non in inadeguate mozioni di intenti Nell’attesa, come anticipato, voglio concludere in bellezza rievocando una frase tratta dal brano “Sentimiento Nuevo” (album La voce del Padrone 1981) che descrive a meraviglia l’esaltazione del coinvolgimento e del pathos che avvengono nel momento in cui due animi platonici si fondono e diventano “verbo”, con le chitarre del mitico Alberto Radius in sottofondo a dare “corpo” a questa sensazione di perfezione ed equilibrio : ” Ed è bellissimo perdersi in questo incantesimo!”

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