“Grassroots Charter”, i delegati UEFA incontrano la FIGC

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Helen Croft e Robin Russell a Roma per un confronto con la Federazione e il suo Settore Giovanile e Scolastico: “Non sono soltanto i risultati sportivi a dare la fotografia del movimento calcistico, ma anche e soprattutto il lavoro che si sta facendo per svilupparlo”
“L’Italia sta lavorando molto bene”. Emerge soddisfazione dalle parole dei due delegati UEFA che in questi giorni sono a Roma per approfondire le attività programmate dalla FIGC sui temi più rilevanti legati alla “Grassroots Charter”, il documento siglato dalla Federazione nel 2009 che ispira l’azione delle associazioni nazionali a livello di calcio di base e giovanile. “Visitiamo le singole federazioni per effettuare quello che viene chiamato lavoro di ‘self evaluation’ – ha spiegato Helen Croft, Mentore UEFA assegnata alla nostra Federazione -, una parte importante della collaborazione con la Federazione, nella quale viene fatto il punto della situazione sulle attività Grassroots. Si parla di strategia, di calcio femminile, dell’attività legata ai diversamente abili, di futsal, di scuola, di educazione, di tutte le aree chiave del programma”. In questi giorni si sono susseguiti numerosi workshop che hanno visto protagoniste le diverse strutture della FIGC e del suo Settore Giovanile e Scolastico. “Il Grassroots Charter è un programma ideato per aiutare e valutare le federazioni ed è il centro dell’ecosistema calcistico, di cui fanno parte praticanti, tifosi, semplici appassionati – ha proseguito Robin Russell, esperto e consulente UEFA e membro del UEFA Grassroots Panel -. Tutto ruota attorno ai valori che il calcio trasmette e che, attraverso questo programma, vengono promossi e veicolati. L’Italia, in questo senso, sta lavorando molto bene, con una strategia anche comunicativa efficace. Non sono soltanto i risultati sportivi a dare la fotografia del movimento calcistico, ma anche e soprattutto il lavoro che si sta facendo per svilupparlo. Il calcio deve essere accessibile, inclusivo, e non deve esserci spazio per le discriminazioni di ogni tipo. La grande sfida del Grassroots Charter è quella di rendere questo sport uno strumento sociale a tutti i livelli“.