Il punto societario sul Savona Calcio : “Nulla di nuovo sotto il Sole”

0
315

L’espressione, chiamata in soccorso, la troviamo citata nella Bibbia, nel libro Ecclesiaste (1,10). Essa sta a significare che nelle vicende umane, felici o tristi che siano, tutto è già accaduto e si ripete; perciò non ci si deve meravigliare di nulla.Che la società, checchè si dica, sia appetibile è un dato di fatto.Che l’attuale presidente Cittadino ed il suo gruppo navighino a vista in attesa, o di potenziali neo acquirenti, o di riprogrammare (questa volta con il giusto tempo) la futura stagione sono fatti inconfutabili. Si chiama “realpolitik”, vale a dire una prassi politica (in questo caso manageriale) fondata sugli interessi e non sui sentimenti o le ideologie. Se si vuole è traducibile anche come pragmatismo ed identifica, ad esempio, scelte basate più su questioni pratiche che su principi universali o etici. A questo punto della stagione (vorrei dire della vicenda) rivangare e rinfacciare non è producente e porterebbe inoltre ad intralciare in negativo eventuali negoziazioni e/o operazioni in corso, sempre che siano fondate le news relative all’interessamento del “Galati Group” settore costruzioni a cui i più auspicano(quantomeno a rispettabilissimo livello della tifoseria).La volontà di investire sul sodalizio biancoblù (nessuno obbliga mai nessuno) dovrà coincidere con quella della Vela srl da pura “voce di corridoio” dovrà tramutarsi in trattativa, sempre che la proposta sia presa in considerazione dall’attuale presidente, il quale parrebbe intenzionato a portare avanti il suo progetto per adesso non decollato. Sul fatto che il radicamento territoriale sia importantissimo – concetto a cui ha fatto riferimento Carlo Galati in una intervista – ritengo debba riflettere anche l’avv. Cittadino per cercare di far fronte quel muro venutosi a creare con l’ambiente savonese e per un impatto non proprio da manuale (diciamo da rivedere e correggere) e per non aver capito quante e quali fossero le aspettative da soddisfare forse per non aver saputo costruire (i tempi erano brevi) un organigramma competente e qualificato, come Savona, club e città, meritano. La questione “stadio” fa gola ma l’amministrazione, piaccia o non piaccia, è stata chiara sin dall’inizio in quanto trattasi di un bene pubblico da tutelare secondo Legge. La mia previsione è quella che in una maniera o nell’altra il campionato (speriamo con tanto di qualificazione) si trascinerà all’epilogo e che solo allora potremo definitivamente giudicare le reali intenzioni del presidente Cittadino (che per quanto mi risulti sta lavorando in direzione “riprogrammazione”) o saranno al vaglio nuove ipotesi gestionali : questo nel bene, e per il bene, del patrimonio storico/sportivo/culturale che il Savona rappresenta.