Il bilancio del 2022 del Savona Calcio

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Che annata, che vertiginosa girandola di situazioni. Sono ruotati ben  cinque presidenti, il settore giovanile non è partito come si voleva dai più, lo stadio resta una chimera e  tanti sono gli interrogativi che attanagliano il pianeta biancoblù. Sono stati dodici mesi di passione, in cui si è passati da un colpo di scena all’altro, dalle aspettative annunciate alle cocenti dalle sancite dal campo. Prima il “lascio” di Marinelli ora in auge a ponente, poi un’estate sognante sino alla contestatissima proprietà romana. La piazza già in passato aveva dovuto attraversare momenti difficili ma credo mai come quello attuale perché per il Savona non riuscire ad emergere nemmeno in Prima Categoria è insopportabile ed ingiustificabile. Il credito è finito. Anche gli irriducibili tifosi (gli unici da elogiare) si stanno arrendendo, stufi di promesse mai mantenute. Farsi surclassare, pur avendo stra investito, dalle genovesi Sampierdarenese e Campese (quest’ultima è costata l’auspicato salto di categoria tramite i play off) e vedere svanire la possibilità di realizzare il progetto studiato ad hoc per il Bacigalupo, hanno portato Marinelli ad abbandonare il 16 maggio. Ecco quindi partire con slancio la breve storia (una meteora) dell’imprenditore savonese Leonardo Mordeglia alla guida del club. Idee tante (Davide Girgenti come allenatore e Cesar Grabinski come direttore sportivo) e una campagna acquisti simil faraonica tenuto in debito conto il livello, ma tutto svanisce meno di 60 travagliati giorni. Ed ecco spuntare i “romani” con i loro proclami. Faremo uno stadio green valido anche per concerti (tramontata l’ipotesi “Baci” si è fatta avanti la fantasmagorica location di Altare). Acquisiremo la matricola di categoria superiore. Arriveranno giocatori fenomeni dal Camerun per approdare come minimo  in Serie D. Dal fuggi fuggi generale quali avamposti della savonesità si ergono il mister Frumento e il Ds Maddalena ai quali sinceramente non va imputato nulla se non il grande attaccamento alla maglia.Non è facile guidare una barca che fa acqua da tutte le parti e soprattutto equilibrarsi tra i flop del gruppo Vela s.r.l capitanato dall’avvocato romano Massimo Giuseppe Cittadino  (una difesa ad oltranza potrebbe azzerare il credito conquistato ben al di là dei risultati : nemmeno Sebastiano Cannella, lo ha fatto, dissociandosi presto) e la voglia di tentare un’impresa encomiabile sì, ma razionalmente senza futuro. Inevitabile, per chi come me ne ha fatto una ragione di vita, dare uno sguardo a quanto accaduto nel vivaio, sino a pochi anni fa uno dei migliori in campo nazionale. A partire dalla fatidica e scellerata  conferenza stampa di presentazione caratterizzata dall’aspro scontro col responsabile del settore giovanile Alessandro Grandoni, le posizioni sono parse inconciliabili visto che i nuovi proprietari erano sembrati impreparati in materia e non a conoscenza del lavoro portato avanti ( poche ore dopo infatti non si fecero aspettare le puntuali dimissioni dell’ex  terzino della Sampdoria,
 che aveva ridato slancio al settore con un mese di ‘camp estivi’ mirati). La barzelletta poi, di voler allestire una scuola calcio Savona a Roma, rappresenta la ciliegina. Da quel momento solo boutade e depistaggi. Cittadino incalzato sull’argomento in occasione del suo ultimo intervento è tornato a parlare del settore giovanile biancoblù, un progetto per cui  ha  ripromesso che, all’inizio del 2023, verranno comunicate ulteriori novità: “Ci stiamo adoperando e dopo vari abboccamenti non andati a buon fine, abbiamo contattato il signor Pusceddu per tentare di stipulare un protocollo di intesa con la Priamar. Il club può contare su strutture che noi al momento non disponiamo, potrebbe nascere una proficua collaborazione. Per il futuro ho già chiesto a Quintavalle di assumerne la guida. Sappiamo che Savona come città e provincia può avere potenzialità e, in tal senso, le giovanili dovranno essere un fiore all’occhiello. “Parole, parole, parole, soltanto parole!” cantava MIna. Ed in coro Noi rispondiamo . “Caramelle non ne vogliamo più!”.
Buon 2023, caro Vecchio Delfino.