Quanta strada ha già fatto nel calcio il “canteriano” Glen Lala

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Il giovane centrocampista classe 2000 ex Loanesi, Vado, Finale ed ora rientrato al Ligorna, rientra di diritto nella serie delle “giovani promesse”.
Si sa che il calcio è una parte integrante della vita di tanti ragazzi che, con mille sogni per la testa, cercano di realizzarli per potersi sentire felici.
Quest’ultimo aspetto non è certo da tralasciare rispetto al cosiddetto “successo”, perché è la felicità nel giocarlo che rende il calcio una vera e propria arte. E i giocatori che “vivono” questo sport si notano subito, come chi ama il lavoro che fa. Il calcio deve essere passione, sfogo e speranza, tutti ingredienti che ci devono essere per l’inizio carriera di un promettente calciatore. Ogni anno un giovane viene lanciato nella mischia e chi dimostra di poter stare tra i grandi, come si suol dire, può iniziare quel percorso di crescita che potrebbe portarlo in categorie importanti, o quantomeno soddisfacenti, e combattere lo scetticismo generale.
Glen venne lanciato da mister Buttu all’età di soli diciassette anni, in una categoria importante come la Serie D. Di origini albanesi, i genitori decisero di trasferirsi in Italia per maggiori opportunità di lavoro e, con la madre incinta, assicurare al nascituro un futuro migliore. E fu così arrivarono in Liguria, dove il piccolo Glen iniziò a giocare a calcio fino ad arrivare al debutto, al suo lancio in una prima squadra.Dopo l’esperienza con i giallorossi ha indossato le prestigiose maglie della Adriense 1906, del Ligorna, del Bra, del Vado per poi approdare al Chieri. In questo ultimo caso tutto è nato da mister Didu e dal direttore Manzo, che entrambi lo conoscevano come giocatore perché li aveva affrontati in precedenza e di conseguenza c’erano già stati dei contatti. In questa stagione il ritorno a Ligorna dove proprio domenica con il Gozzano (risultato 0 a 0) ha avuto nei piedi la palla gol che avrebbe potuto decidere l’esito dell’incontro. Lala nonostante l’età ha già accumulato una notevole esperienza ma ciononostante non dimentica i suoi più grandi amici di adolescenza,tra cui il connazionale Ernand Sfinjari, con cui in infanzia giocava al pallone in piazzetta. Se gli si chiede quale sia il calciatore più forte con il quale ha giocato fino ad ora risponde deciso : Edoardo Capra (come dargli torto). Con il Ligorna  (società a cui è particolarmente legato) nel 2019 ha vissuto una fase particolare. Infatti crediamo sia stato il momento della sua consacrazione in  categoria (la serie D), dove ha realizzato 4 gol e raggiunto i playoff grazie al lavoro di mister Monteforte: l’allenatore che forse gli ha insegnato di più dal punto di vista calcistico. Com’è nata la sua passione per il calcio? In pratica c’è sempre stata visto che suo padre giocava a calcio quando era in Albania e tra l’altro era anche molto bravo. Glen guardando al suo futuro non si pone limiti, ma allo stesso tempo non gli piace vivere sulle nuvole: vuole realizzarsi sia come persona, nella conoscenza e nelle relazioni, e condurre una vita nella quale sia felice e senza rimpianti. Non pensa ad arrivare in Serie A, ma certamente di continuare a crescere.Nella sua trafila è stato anche un cardine, un pilastro, un leader dell’ Asr Cantera Torre de Leon. ” Si vedeva che possedeva stoffa e personalità da vendere – sono le parole del Selezionatore del sodalizio savonese – Le due sue partecipazioni nel 2016 Torneo di Calafell e nel 2017 Copa Catalunya sono coincise con due grandi vittorie. Dominatore della mediana, forte nei contrasti, imperioso negli stacchi aerei. Ha lasciato un segno indelebile sia come cifra calcistica che come ragazzo. Un vero testimonial in grado di rappresentare al meglio lo spirito e la filosofia della nostra vincente attività. A lui va il nostro augurio ed incoraggiamento affinchè riesca a traguardare vette sempre più alte”.