L’ennesima “revolution” in casa biancoblù

Non trovo appropriato usare terminologie quali “restyling” o “rimodellamento” per descrivere ciò che sta avvenendo dalle parti della Marinelli & company.Non si tratta infatti di una rivisitazione o ridefinizione che dir si voglia, espressioni abbinabili in particolare nell’estetica, ad un oggetto esistente senza uno stravolgimento consistente dello stesso. Le nuove direttrici societarie, conseguenti al poker subito dal Quiliano in Coppa Liguria che si è andato ad aggiungere alla sconfitta bruciante patita con la Vadese ( club che investono a detta del vice presidente dell’ Asd Pro Savona Calcio un decimo del budget messo a disposizione dai vertici che ruotano attorno al numero uno Grenno, al ragionier D’Ambrosi e a Mordeglia), stravolgono di fatto tutto ciò su cui si era puntato ad inizio stagione dopo il congelamento della scorsa dovuto al Covid.In pratica quando d’emblée cambi ancor prima di iniziare la guida tecnica (leggasi comunicato ufficiale con cui David Balleri, già in organico come mister della leva 2006 sostituisce a seguito di risoluzione consensuale, magari parliamone, Cristian Cattardico) e conferisci l’incarico di ds a Cristiano Chiarlone intimandogli di provvedere per le vie brevi ad un rimpasto sostanziale della rosa, stravolgi il progetto e ti appresti a porre in essere un prodotto sportivo che non ha più nulla a che vedere con quello originario. Essendo già la seconda volta che ciò succede pare inevitabile che le remore sulla capacità di indirizzo dell’attuale management si ingigantiscono, perchè se da una parte potrebbe leggersi come un tentativo costante di migliorarsi, dall’altra (i detrattori non mancano di rimarcarlo) si avverte l’impressione di quanto sia necessario mantenere la barra ferma e dritta all’obiettivo. Non sempre si riesce nel calcio (anche a livello professionistico) a colmare un gap evidente di esperienza, conoscenza e competenza, a livello gestionale, semplicemente attingendolo dall’esterno, se poi non si hanno le capacità per fare sinergia e sistema.Si può supplire con i “soldi” solo sino ad un certo limite, ma poi ineludibilmente, affiorano i limiti figli dell’improvvisazione, se non quelli di “portafoglio” di cui si vocifera.Reputiamo che come sia sbagliata ogni forma di pregiudizio a prescindere, allo stesso modo la maniera disinvolta e troppo spesso improvvisata di condurre un blasone così impegnativo, induca forse ingiustamente ad avere delle riserve sul modus procedendi sin qui adottato. Ci piacerebbe vi fosse più professionalità e rigore e meno estemporaneità anche a livello comunicativo e nel modo di rappresentarsi.I margini per un recupero di credibilità stanno a questo livello. Augurando buon lavoro ai neo subentrati non resta ora che attendere che il campo (e non solo quello) parli. Savona ambiente, Savona città, savona tifo, ne hanno tanto bisogno.

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