Lo sport ieri e oggi


Da recenti indagini risulta che l’età media degli sportivi italiani è 40 anni e solo il 35% circa dei giovani impegna il proprio tempo libero in attività organizzate, non solo sport. Tralasciamo lo sport greco antico, per spirito più lontano da noi e che secondo Epicuro non era poi così limpido. Gli Italiani degni figli di Roma, nonostante il celebre motto di Giovenale “mens sana in corpore sano” vedono lo sport più come spettacolo. Un profondo cambiamento avrà luogo con l’avvento di Cristo e l’introduzione dell’ etica cristiana ma a portare un vero elemento innovativo. sarà un Maestro di vita e sport quale don Bosco con i suoi nuovi principi educativi. Don Bosco condanna il sistema repressivo, che momentaneamente forse può sedare agitazioni o disordini ma ingenera amarezza e senso di ribellione e propone il sistema preventivo ove l’educatore si guadagna il cuore del fanciullo e il linguaggio del cuore consente di parlare al giovane durante l’educazione ma anche più tardi nella vita per esortarlo, consigliarlo, spronarlo. Sarà l’ardua palestra dello Sport che permetterà ai giovani di temperare l’energia spirituale,la libertà morale per giungere attraverso l’esercizio della volontà e del carattere alla vittoria.
Se penso a “come era l’attività motorio-sportiva negli anni 50 – 60”, mi viene in mente la favola di Pollicino “eravamo tanto poveri ma ricchi di speranze, idee e volontà”. Sport veramente impostato sul volontariato, una sorta di “college” nostrano. I “Gruppi Sportivi” precorrevano i tempi, erano una vera e propria Società menageriale con propri bilanci, sponsor, attività e gare, impostavano le attività ed erano guardati, vezzeggiati, aiutati dalle varie Società Sportive che poi in occasione delle gare scolastiche “Studenteschi” se ne tesseravano gli atleti. Vera promozione, gare ridotte all’osso. Analoga valutazione può essere fatta per la pratica agonistica: era più umana, meno esasperata anche ad alto livello. Livio Berruti indimenticato Campione Olimpico fotografa la situazione “mi allenavo tre volte alla settimana, oggi si allenano tre volte al giorno”. I carichi di lavoro, a volte esagerati, non sono adatti a tutti, e questo porta a muscoli più forti della struttura scheletrica con conseguenti danni.
I problemi dello Sport essenzialmente erano e sono gli stessi: impianti, reclutamento, abbandono e arbitraggi. Forse, potrebbe essere la strada giusta, prendere ad esempio i vecchi “Gruppi Sportivi” e scuola-college con palestra gratis per le Società, offrendo ai ragazzi della Scuola e del territorio ( in Scuole Aperte) in orario post-scolastico un servizio sociale nel tempo libero e raggiungendo con il messaggio sportivo la quasi totalità dei ragazzi, evitando gli spostamenti che tanti problemi creano. La Scuola aiuta lo Sport , lo Sport aiuta la Scuola (insieme per i giovani).
Non servono le sfilate, le passerelle che hanno snaturato il ruolo della Scuola, che è avviamento. La promozione è non partecipazione a mille gare o la selezione verbale/burocratica “che sport fai”.
Soluzioni: 1)aiutare i giovani nella maturazione utilizzando “i grandi – tesserati” (ora praticamente esclusi) in supporto tecnico come tutor o arbitri risolvendo una discriminazione e la cronica carenza delle Federazioni., mettendo i presupposti per aumentare in tal modo anche la base di partecipazione ( avviamento allo Sport ) 2)parlare con i giovani, effettuare una indagine su programmi e scelta delle attività in tempo libero per aumentare la partecipazione a Sport a Scuola

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