Dentro alle Istituzioni Sportive

“Meglio chiudersi in difesa per il bene di tutti”

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Mentre l’Italia si è fermata da tempo per cercare di far fronte all’emergenza Coronavirus (nel frattempo tramutata in epidemia e poi in una vera e propria pandemia), la maggior parte dei campionati europei hanno seguito l’esempio della serie A e hanno deciso, seppur in ritardo, di interrompere i rispettivi calendari: il calcio non può e non deve giocarsi, ma rimangono al momento inalterati e irrisolti i dubbi su come e quando la stagione 2019-2020 sarà completata. E ancora una volta il movimento nostrano si divide.Non è difficile poter individuare una nuova e netta spaccatura tra alcuni dei principali dirigenti italiani, che venerdì sera hanno discusso insieme in videoconferenza delle prossime decisioni da adottare. Decisioni che non vedono ancora una volta un’unità di intenti, a partire da un nodo ancora tutto da districare: quello degli allenamenti dei giocatori da sospendere o meno.Pare che il presidente della Lazio, Claudio Lotito, avrebbe espresso la sua convinzione di dover riprendere quanto prima le normali sedute dei giocatori, magari tramite ritiri che permettano loro di essere monitorati a livello medico nella più capillare maniera possibile. Una tesi azzardata sposata anche dal numero uno del Napoli, Aurelio De Laurentiis, e che invece sarebbe stata pesantemente respinta da Andrea Agnelli: secondo il presidente della Juventus (società nella quale milita Daniele Rugani, primo giocatore del campionato risultato positivo al Virus per quanto asintomatico) tutto deve restare fermo. Si vocifera addirittura di accuse incrociate tra le varie parti, con il sospetto che si stia dando la priorità a interessi di classifica rispetto a quelli di tutelare la salute dei tesserati dei club. Rimane comunque al momento la sensazione che nemmeno lo stop dei campionati, l’emergenza nazionale e la diffusione dei primi casi di positività ai tamponi anche dei calciatori della serie A abbiano generato unità d’intenti tra le varie società. Nell’attesa di capire quando, come e se questo fatidico campionato 2019-2020 sarà portato definitivamente agli archivi. Sebbene la priorità di tutti dovrebbe probabilmente concentrarsi su tutt’altro. Nel frattempo dobbiamo aggiornare il bollettino di guerra visto che altri due giocatori della Fiorentina sono risultati positivi al test per identificare il coronavirus. Dopo Dusan Vlahovic, 21 attaccante serbo (primo giocatore viola positivo al Covid-19), nella mattinata di sabato 14 la società viola ha annunciato che anche Patrick Cutrone e German Pezzella, oltre al fisioterapista Stefano Dainelli, hanno contratto il virus. Con i due viola, sale a 9 il numero di contagi tra i calciatori della nostra Serie A (Rugani della Juve, Vlahovic della Fiorentina e i 5 giocatori della Sampdoria: Gabbiadini, Thorsby, Ekdal, Colley e La Gumina). I molti che hanno vissuto nell’illusione che atleti iper-allenati e iper-controllati potessero, non si sa come, resistere dovranno ora ricredersi perchè questo virus contagia tutti e non guarda in faccia nessuno.

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