Prima di commentare il pareggio scoppiettante tra Imperia e Vado ( 2 a 2 il risultato finale) mi preme cercare di capire le ragioni che hanno indotto mister Sesia ( per ben due volte in vantaggio al Ciccione) ad utilizzare tale termine. Ero rimasto agli “automobilisti della domenica” vale a dire a quelle persone che hanno la patente ma non sono molto brave a guidare: usano poco la macchina e la tirano fuori ogni tanto giusto magari nel tempo libero (di domenica). Vanno piano, frenano in continuazione (invece di dosare l’acceleratore), guardano spesso ai lati della strada per vedere il paesaggio, etc… Quindi si tratta di persone che improvvisano e che non sono molto brave in quello che fanno.
Fare un tiro della domenica di fatto significa fare una bella giocata ma estemporanea in quanto non facente parte del proprio repertorio: gli riesce solo ogni tanto, in maniera casuale (o, come si dice in gergo, di culo), forse la domenica, ma non lunedì, martedì, mercoledì, etc… Tiraccio, che ha chiaramente una connotazione dispregiativa, accentuata poi dalla locuzione «della domenica», di fatto penalizza, eccome. Significa infatti un brutto tiro, un tiro forse potente ma di scarsa qualità. Non saprei se i tre goals della Sanremese, ed i due dell’Asti, vadano giudicati altresì, ma reputo estremamente ingeneroso limitare a questa espressione il commento di una gara che ha fornito ben altri spunti di argomentazione. Nel turno in cui il Ligorna aggiudicandosi una partita ben più complicata ( 1 a 0 a Setri) conclude, sorpassando, una rincorsa spettacolare, il coach rossoblù subentrato a Roselli perde oltre al primo posto anche il buon gusto. Onestà intellettuale vuole che siano riconosciuti i meriti degli avversari.L’Imperia esce dal confronto con la capolista Vado con un pari che lascia sensazioni contrastanti. Da un lato la soddisfazione per una prestazione di alto livello contro una squadra costruita per vincere, dall’altro il rammarico per alcune clamorose occasioni non sfruttate che avrebbero potuto regalare l’intera posta in palio.L’allenatore nerazzurro Giancarlo Riolfo ha infatti analizzato la partita con più lucidità, sottolineando la crescita del gruppo e l’atteggiamento mostrato sul campo: “Bisogna guardare sempre con ottimismo ogni punto conquistato. È stata una partita gagliarda, fatta bene come l’avevamo preparata. Il rammarico è aver sciupato qualche occasione clamorosa che poteva portarci a un risultato diverso”. Il tecnico ponentino non nasconde l’orgoglio per aver giocato alla pari contro una formazione di assoluto valore: “È motivo di grande vanto confrontarsi gomito a gomito con un Vado costruito per vincere, con grandi investimenti e giocatori importanti. Siamo riusciti a fronteggiarli e, in alcuni momenti, anche a rischiare di batterli”.Alla domanda su cosa sia mancato per ottenere qualcosa in più, Riolfo ha puntato l’attenzione sull’inesperienza di una rosa molto giovane: “Abbiamo tanti giocatori dal 2000 in giù, ragazzi che devono ancora costruirsi. In alcune situazioni potevamo essere più robusti in fase difensiva e più concreti sotto porta. Loro, quando hanno occasioni, sanno fare male, noi potevamo dare di più”.Insomma una bella prova che conferma la crescita dell’Imperia e che rafforza la convinzione di poter competere, anche contro avversari di primissimo livello, a cominciare da domenica prossima nella tana della capolista Ligorna. Fa una certa impressione vedere la corazzata del patron Tarabotto partita per stravincere trovarsi sotto di 2 punti dal primato. Domenica in arrivo il Saluzzo (settimo seppur a 19 punti di distanza) : sulla carta 3 punti in tasca con i radar puntati su l’ennesimo miracolo dei samurai nerazzurri.





