Non è davvero facile parlare di uno dei più illustri personaggi dello sport savonese, uno di quegli sportivi veri che hanno lasciato un mare di soddisfazioni allo sport savonese, a cui pochi anni fa è stato dedicato il palazzetto comunale dello sport di Savona, chiamandolo appunto Palapagnini in ricordo e riconoscimento perenne della sua attività.
Meritevole il suo servizio militare come ufficiale degli Alpini con tre compagnie (ricordando che fu reduce di Russia).
Classe 1921, Settimio Pagnini è stato, diciamolo subito, il tecnico della nazionale italiana femminile di pallacanestro guidata per 58 incontri di cui ne vinse 33.
Dopo l’oro conquistato nel 1938 agli europei di Roma, il basket femminile ha aspettato fino al 1974 per risalire sul podio del terzo posto agli Europei, disputati a Cagliari con lui coach.
Lo stesso Pagnini con il team azzurro giunse al quarto posto ai mondiali del 1985 svoltasi a Cali in Colombia. Bronzo per l’Italia agli europei juniores di Sanremo nel 1973 e ancora medaglia di bronzo nel 1982 agli europei-cadette in Finlandia.
Ma sono ancora molti altri i successi che Pagnini ha donato alla nazionale italiana femminile a cui, possiamo dirlo, ha dedicato oltre 20 anni della sua vita.
Nel 1996 il Coni, dopo quella di bronzo e quella d’argento, lo insignì della Stella d’Oro al Merito Sportivo.
Il 26° premio “Pietro Reverberi” a lui assegnato nel 2011 dalla F.I.B.A. (Federazione Italiana Basket), è stato il massimo riconoscimento sportivo per un’intera vita dedicata allo sport ad al basket in particolare ma, chiaramente il nome di Pagnini resta e resterà sempre legato al basket savonese dove fu fondatore e tecnico della società “Cestistica Savonese” che negli anni ‘60 raggiunse il suo culmine annoverando in serie Nazionale “B” sia la squadra maschile che femminile, e quest’ultima vide poi l’attesa e meritata promozione in Serie A. Nell’anno 1965 nacque in Italia il minibasket che lo vide animatore e organizzatore dei primi corsi a Savona e con il quale la pallacanestro venne sempre più conosciuta e praticata.
Pagnini fu anche docente ai corsi che il provveditorato agli studi organizzava in accordo con la Federbasket per gli insegnanti di educazione fisica che, a loro volta iniziarono a far praticare il basket e ai loro alunni. Coniugato ma senza figli, Settimio ha sempre riversato sui propri atleti l’amore paterno che lo ha sempre contraddistinto, risultando per essi, non solo l’allenatore ma un confidente ed un padre.
Pagnini resta certamente un’icona dello sport savonese che non lo ha dimenticato e non lo dimenticherà per quanto ha fatto e ha dato ad intere generazioni di giovani nella nostra città.

