L’iniziativa “Savona e la fiaccola olimpica: un legame nella storia”

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In una Sala Rossa gremita e di alta qualità, nella mattinata di sabato 10 gennaio, quale evento collaterale al passaggio della Fiaccola Olimpica dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026 ( la festosa carovana partita dalla zona di Miramare, ex Funivie, intorno alle 8.30-8.45 si era appena sciolta all’altezza del Famila da dove era ripartita per raggiungere la successiva destinazione, vale a dire Imperia) si è svolto un incontro tra atleti di rango, tedofori attuali e passati e dirigenti, che ha riscosso notevole successo. A succedersi in apertura, sotto l’abile coordinamento della presentatrice Laura Sicco, sono stati il sindaco avv. Marco Russo, l’assessrore allo Sport Francesco Rossello, il Consigliere Regionale Roberto Arboscello e per finire il Delegato Provinciale del Coni cav. Roberto Pizzorno.Tutti hanno evidenziato la proposta attuata come una “straordinaria occasione di promozione per le realtà sportive del territorio” evidenziandola come un omaggio a tutte le nostre eccellenze provinciali, ma anche ai tanti giovanissimi ai primi passi nello sport, che magari alle Olimpiadi sognano un giorno di poterci andare. E’ spettato poi allo storico e sociologo dello Sport dott. Felicino Vaniglia, raccogliendo in eredità gli insuperabili contributi giornalistici di Franco Astengo e Luciano Angelini (veri specialisti dello sport locale e non solo) tracciare un excursus dei transiti delle fiaccole olimpiche nella nostra amata Savona.In meri termini di Custodia il pezzo più significativo di cui disponiamo è la fiaccola originale delle Olimpiadi di Londra 1948, che accese il tripode, custodita presso la famiglia del presidentissimo dee CONI di Savona cav. Lelio Speranza, grazie all’omaggio dell’olimpionico velista Carlo Maria Spirito, che l’aveva avuta a sua volta ricevuta in dono dalla delegazione inglese al termine delle Olimpiadi di Helsinky 52.Il contesto storico di Londra 1948 merita attenzione visto che furono le prime Olimpiadi dopo la guerra, e l’Italia vi partecipò con atleti che ottennero risultati notevoli, come il primo oro invernale di Nino Bibbia (Staffetta) nel 1948 e medaglie nel lancio del disco e nella pallanuoto. Affermava il “comandante” Speranza, per più di quarant’anni guida lo sport savonese: «Per me ha un grosso significato. E il simbolo stesso dei valori olimpici, perché accese il primo braciere olimpico del dopoguerra. Non la cederei nemmeno se venisse a chiedermela la Regina Elisabetta in persona». Con quella torcia il tedoforo inglese John Mark il 29 luglio del 1948 accese il braciere di Londra, il primo, come sottolineato in precedenza, ad ardere dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Presa in consegna dapprima dai Servizi segreti britannici, la fiaccola rimase poi sotto la protezione del governo britannico fino a Helsinki 1952 ( che segnò il rientro nell’arengo olimpico degli atleti dell’Unione Sovietica). Successivamente la torcia finì nelle mani dell’allora capo della delegazione olimpica italiana, il velista di Varazze Carlo Maria Spirito, Punny per gli amici. Un velista di fama internazionale, che prese parte anche alle Olimpiadi di Melbourne. La conservò fino agli Anni 80, quando, nel corso di una cerimonia ufficiale con gli Azzurri d’Italia, decise di donarla al Coni di Savona.I VII Giochi olimpici invernali, noti anche come Cortina 1956, si svolsero a Cortina d’Ampezzo (Italia) dal 26 gennaio al 5 febbraio 1956. Furono la prima manifestazione olimpica tenutasi in una città italiana. Anche in questo caso Savona gioca un ruolo importante poiché una fiaccola dei giochi olimpici invernali di Cortina 1956 viene  custodita in Prefettura e il Prefetto De Rogatis l’ha messa a disposizione del Comune di Savona e del Coni ed esposta dapprima  nell’atrio e poi in Sala Rossa per la delizia e l’emozione dei tanti presenti. Il vero colpo di scena all’interno della kermesse è avvenuto quando la stellata nuotatrice amatoriale senior Laura Losito Faucci (3 medaglie d’oro ai Campionati europei di nuoto a Roma nella categoria Master “Over 80”) con grande sorprese del folto pubblico accorso ha dichiarato di possedere una fiaccola del giochi olimpici invernali di Torino 2006 regolarmente acquistata.Infine per arrivare al presente, una ricca serie di ospiti d’onore hanno raccontato le loro esperienze tutte intrise di “savonesita”. Un messaggio di enorme portata per i molti giovani che hanno arricchito con la loro presenza il pathos e l’ardore che regnavano tra gli intervenuti.Savona, sabato 10 gennaio con la fiamma in città ha potuto rievoca i suoi eroi protagonisti alle Olimpiadi. Da Olmo a Levratto, da Madonia ad Angelini, da Cerruti ad Abate alla Rebagliati. È lungo l’elenco dei nostri atleti impegnati nella storia dei Giochi. certo che vedere dal vivo la torcia sul Priamar non è stato solo un evento sportivo, maun momento intenso di comunità. È il simbolo dell’impegno, del sacrificio e dell’eccellenza che si muove verso le nostre Alpi. Sapere che ancora una volta la nostra città si è tinta dei colori dei Cinque Cerchi ci ha reso orgogliosi!