Nel fiero comune valbormidese di Cengio, da tempo immemore e con un suo preciso marchio di fabbrica, il calcio – in forma più o meno ufficiale – si può dire che sia di casa. Vi nacque infatti nel lontano 1929: l’anno della grande svolta in cui si disputarono i primi campionati a girone unico di serie A e B. Il filone organizzativo su cui si formò la squadra cengese era quello di un’istituzione tipica dell’epoca: l’Opera Nazionale Dopolavoro, strettamente collegata nello specifico con lo stabilimento Sipe, poi Donegani, infine Acna. La fine degli anni 40 si rivelò decisiva per la storia del Cengio: il sodalizio acquistò il terreno delle “Isole” per costruirvi il campo sportivo e assunse il suo assetto definitivo; furono inoltre scelti i colori granata, in omaggio al grande Torino e venne vinto il primo campionato federale. Da allora con alterne fortune, la società è giunta sino ad oggi e anche se le difficoltà economiche hanno finito spesso per prevalere. E pensare che nel 2019/2020, il Cengio avevo deciso di concentrarsi sul settore giovanile e di rinunciare almeno per una stagione alla prima squadra. I danni provocati dall’alluvione del 2016 agli impianti pesavano ancora e non potendo garantire minimi rimborsi ai giocatori era difficile convincerli a giocare su un terreno di gioco ancora in terra battuta. Grazie al fondo governativo “Sport e Periferie”, volto alla realizzazione e rigenerazione degli impianti sportivi localizzati nelle aree svantaggiate, e all’incessante lavoro dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Dotta, nel settembre 2020 è stata terminata la stesura del manto erboso al campo sportivo “Pino Salvi”ed è sorto un campetto a 7 in sintetico. L’opera, dal costo complessivo di € 106.000,00 e interamente finanziata dal Coni, rappresenta un importante risultato per la rinascita di un’area che ha tutte le potenzialità per diventare un centro sportivo di riferimento per l’intero comprensorio (nel frattempo anche il secondo camp a 7 è stato terminato). La notizia che era nell’aria da tempo e che poi ha assunto i crismi dell’ufficialità è l’aver affidato nel dopo Molinaro, la conduzione tecnica della prima squadra anche per la stagione calcistica 2025/2026 a Loris Chiarlone. Classe 1991 patentato UEFA B, il giovane coach vanta tra le sue esperienze la vittoria del campionato di Prima Categoria con la Carcarese e successivamente la vittoria storica della Coppa Liguria Promozione sempre con la compagine biancorossa.

La società già reduce da un buon campionato ha quest’anno schiacciato ancora il piede sull’acceleratore. Un Cengio “made in Valle” è il progetto, con “botti” di mercato del calibro di Fabio Croce, Matteo Rizzo e Manuel Siri che rafforzano le ambizioni di capitan Marco Zizzini. Scontato il rinnovato appoggio del Ds Diego Besio e del team manager Claudio Briano supportati in segreteria dal mitico ed inossidabile Giuseppe Boffa. In questo contesto va individuata l’opera meritoria del presidente/tifoso Maurizio Adriano (“Ciccio”), il vero artefice della rinascita. Grazie al suo impulso sono sorti tornei(tra tutti va ricordato il Memorial Angelo Santin, in memoria dell’ex responsabile del settore giovanile) ed eventi vari che siamo certi allieteranno tanti momenti di puro sport e divertimento. Il team sta regalando grandi soddisfazioni e si trova in seconda posizione dietro alla corazzata Virtus Sanremese. Forza Granata, dunque!





