Perché morte non ci separi

A general view of Anfield Stadium before the Champions League Round of 16, Second Leg match between Liverpool and Real Madrid at Anfield on March 10, 2009 in Liverpool, England

Mica può finire chiudendo gli occhi un amore iniziato da bambino quando, per chi sa quale motivo, ti sei infatuato dei colori di una squadra. Mica puoi improvvisamente non conoscere più i risultati, le vittorie e le sconfitte  soltanto perché il Destino ti ha deciso di convocarti in altre parti dell’Universo. No, non è  possibile dopo che quell’amore ti ha accompagnato, senza mai tradirti, per tutta la vita, nella buona e cattiva sorte. E mentre il tempo passava, le mamme imbiancavano gli amici se ne andavano , grandi amori si spezzavano e altri nascevano, di sicuro ti rimaneva soltanto la tua squadra, ogni maledetta domenica e poi  anche in altri giorni della settimana. Quella squadra per la quale hai gioito e a volte pianto, magari cercando di non farti notare da amici che non capiscono, non possono capire. E allora morte non ci separi, ed ecco stadi dove, come al Santiago Bernabeu, esiste una spoglia Cappella  che può contenere oltre cinquemila  urna. O nello stadio del Corinthias , il primo a voler esaudire il desiderio dei tifosi. A Liverpool invece, ogni settimana, esiste il rito di ceneri che vengono disperse sul prato, alla presenza di amici, parenti e qualche giocatore. Si dice che a Cagliari e Firenze stiano per nascere due Cappelle ove sistemare le ceneri in una posizione tale dove il vento possa farti arrivare la voce dei tifosi in festa per uno scudetto.  E di quelle voci,  magari nel momento che hai atteso invano per una vita, la tua non ci sarà.

 

Nella foto lo stadio del Liverpool, dove ogni mercoledì vengono disperse le ceneri dei tifosi accompagnate dalle note di “non sarete mai soli”

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