Una stretta di mano vale un contratto

In un calcio dove chi ha una certa età va alla ricerca di emozioni bisogna scendere nelle categorie più basse per ritrovarne l’essenza. La purezza dei rapporti tra le varie componenti di una società la ritrovi nel Finale dove basta una stretta di mano per rinnovare un contratto. Nessun procuratore che pretende da una società che un allenatore firmerà un biennale se si porterà appresso una valigia di giocatori, a volte neppure buoni nei fondamentali. Nessun capriccio, niente telecamere, per una stretta di mano tra il mister Pietro Buttu e il dicesse Viviano Rolando che spero non si offendano se li riteniamo due pezzi di Storia del calcio regionale. Due persone, insieme ad altre, che vivono di pane e calcio, qui inteso come passione. Buttu poteva con le sue capacità arrivare a mete più alte, ma non ha mai voluto rinunciare al suo lavoro, Rolando ha fiuto nel capire acquisti e  sessioni e almeno alla serie cadetta avrebbe potuto approdare, ma pure lui ha preferito i campi di periferia. E così basta una stretta di mano per prolungare un contratto, guardarsi negli occhi, e partire per una nuova avventura. Il Finale inizia a lavorare per la prossima stagione e qualcosa ci dice che sarà tra i protagonisti.

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