Quel Primo Maggio che perdemmo Senna

Ognuno di noi sa dove si trovava intorno alle 15 di ventisette anni fa quando, nella maledetta curva del Tamburello, perse la vita Ayrton Senna. Era domenica anche quel Primo Maggio del 1994 e ricordando quel pomeriggio, mi trovavo a casa a seguire il Gran Premio aspettando la conclusione delle partite dei campionati regionali, ormai alla fine. Mio padre invece, allora nel comitato ciclistico ligure era a Laigueglia, al Bar S. Anna, per una corsa di Esordienti. E anche lui si accorse che era successo qualcosa di strano osservando che tanti giovani ciclisti rimanevano dentro al bar, osservando le terribili immagini del Tg2 che curava l ‘evento. Quelle immagini del pilota brasiliano immobile dentro l ‘abitacolo rimarranno per sempre scolpite dentro di noi, come quelle di Gilles Villeneuve e il suo volo mortale con la Ferrari nel 1982.

Ci manca tanto Ayrton Senna che chissà come commenterebbe  la Formula 1 di oggi, così lontana parente di quella degli anni 90. Lui che vinse tre mondiali nel 1988, 1990 e 1991 sei Gran Premi a Montecarlo, cinque consecutivi. Ayrton realizzò 65 pole e vinse 41 Gran Premi, pilota unico sul bagnato, indimenticabili i suoi duelli con Prost. E che uomo Senna, sempre pronto a battersi per le cause dei bambini.

Penso che oggi pure nei Pascoli del Cielo si celebri il Primo Maggio con canti e balli. E allora chiudiamo gli occhi e pensiamolo accanto a Lucio Dalla nell’intonare “Ayrton”. Noi ci proviamo da qui, ma il pianto ci impedisce di cantarla tutta di un fiato

 

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