Olimpiadi dell’Era Moderna, al 125°anniversario

Dal 6 al 15 aprile 1896 si tennero ad Atene, i primi Giochi Olimpici dell’Era Moderna; risultato di un cammino intrapreso dall’indimenticabile animatore e rifondatore delle Olimpiadi, ovvero Pierre de Fredy, barone de Coubertin (Parigi, 1863 – Ginevra, 1937); i Giochi vennero programmati nel corso del Primo Congresso Olimpico che si riunì a Parigi il 23 giugno 1894,  durante il quale venne pure fondato il Comitato Olimpico Internazionale (C.I.O.), preposto all’organizzazione dell’evento, di cui primo presidente fu il greco Demétrios Vikélas.

La memoria dei Giochi Olimpici dell’antica Grecia, era rimasta viva, dopo il loro tramonto coincidente con l’instaurarsi del dominio romano  e con l’avversione per l’agonismo del primo Cristianesimo; ma i Giochi Olimpici rimasero un mito indimenticato, che , nell’Età moderna, si cercò di riproporre e, già nel XVII secolo, si teneva in Inghilterra un festival sportivo che veniva chiamato “Olimpiadi”. In tempi successivi eventi del genere vennero organizzati in Francia ed in Grecia, ma si trattava certo di manifestazioni su piccola scala e non internazionali. Durante la Rivoluzione francese, in tale contesto,  si svolsero le Olimpiadi della Repubblica negli anni 1796, 1797 e 1798. L’interesse per la rinascita dei Giochi olimpici crebbe  con la riscoperta delle rovine dell’antica città di Olimpia, da parte degli archeologi, a partire dall’inglese Richard Chandler nel 1766 e soprattutto dopo gli scavi eseguiti da archeologi francesi nel 1829 e tedeschi, negli anni tra il 1875 ed il 1881; sicuramente non mancò di esercitare la sua influenza il Romanticismo che, nel contempo, aveva ravvivato l’interesse e l’anelito per le suggestioni ispirate da un Passato eroico e mitizzato.

Molto significative, a tale proposito, furono le manifestazioni organizzate dall’uomo d’affari greco Evangelis Zappas nel 1859, 1870 e 1875, per riportare in auge gli antichi giochi olimpici,  a seguito delle quali, sempre per iniziativa di Zappas, venne condotto un primo restauro dell’antico stadio Panathinaiko.

Ed a questo punto viene il momento di De Coubertin; rampollo di una famiglia aristocratica di antiche origini, venne colpito dall’attenzione che si dedicava allo sport, specie al Rugby, di cui divenne un cultore, nelle università britanniche e statunitensi; si impegnò pertanto a fondo nella promozione dello sport scolastico e pubblicò una serie di libri e di articoli per sostenere che la società francese si sarebbe rigenerata, dopo la cocente sconfitta nella guerra contro la Prussia del 1870/71, attraverso una fondamentale attenzione rivolta all’educazione fisica.  Non solo, De Coubertin considerava che lo sport, per divenire un vero  mezzo di educazione, dovesse essere internazionalizzato ed era convinto che  attraverso lo sport si potesse addivenire alla pace fra le nazioni. Concepì pertanto una competizione internazionale per promuovere  l’atletica e si ingegnò per far risorgere i giochi olimpici. In tale contesto venne organizzato il congresso internazionale del 1894, che indisse i primi giochi olimpici dell’era Moderna.

Ovviamente venne coinvolta la Grecia, non solo nella persona del presidente Vikélas, ma dell’intera nazione,  che si pensò dovesse ospitare i giochi; re Giorgio I aveva accolto entusiasticamente l’indizione del Congresso e la designazione della Grecia  e l’opinione pubblica era favorevole ma lo Stato ellenico era sull’orlo della bancarotta; comunque, fra polemiche , di livello interno ed internazionale, dimissioni di ministri, contrasti e campagne di sostegno, fra cui un’indovinata emissione filatelica, si tennero i giochi nella loro antica Patria.

Lo stadio Panathinaiko, dopo un secondo restauro dovuto ancora al contributo fondamentale di un imprenditore, Georgios Averof,  divenne  il primo grande impianto sportivo della storia contemporane ed ospitò le cerimonie di apertura e di chiusura dei Primi Giochi Olimpici Moderni.  Alle 43 competizioni, riguardanti nove diverse discipline sportive, parteciparono 285 atleti, provenienti da quattordici nazioni. L’atleta più titolato fu il lottatore e ginnasta tedesco Carl Schuhmann, che vinse quattro gare, mentre Hermann Weingaertner si aggiudicò ben sei medaglie, il maggior numero, nello svolgimento dei giochi. Uno dei momenti più alti della manifestazione fu la vittoria di Spiridon Louis nella Maratona,  competizione istituita  per ricordare la leggenda di Fidippide!

Nonostante i molti ostacoli organizzativi ed un livello tecnico della manifestazione forse non elevato, per l’esclusione degli sportivi professionisti, i Giochi della Prima  Olimpiade segnarono un enorme successo e, per l’epoca, rappresentarono il più grande evento sportivo internazionale mai organizzato, Con l’esclusione dei “Giochi Olimpici Intermedi” del 1906, considerati non ufficiali dal CIO, i Giochi non si tennero più, in Grecia, sino al 2004, quando ebbe  luogo la  XXVIII Olimpiade dell’Era Moderna.

Come si sa, l’Italia ospitò le Olimpiadi nel 1960; per tale XVII edizione, che si disputò dal 25 agosto all’11 settembre, venne realizzato il “Villaggio Olimpico”, con il contributo di architetti ed ingegneri come Libera, Moretti, Nervi e venne completato lo Stadio Olimpico, già Stadio dei Centomila. Le Olimpiadi del 1960 videro le gesta di Livio Berruti, del mitico etiope Abebe Bikila, di Raimondo e Pietro D’Inzeo, di Boris Sachlin, di Wilma Rudolph, di Carolyn Wood, di Aladàr Gerevich.

La grande avventura delle Olimpiadi Moderne, interrotta l’anno scorso, per il Covid che ci rovina la vita, quando si sarebbero dovute tenere a Tokyo per la seconda volta, e rinviate a quest’anno, continua e continuerà.

Giorgio Siri

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