C’era una volta Raisport

Quello appena trascorso rimane un fine settimana di grande sport con tanti eventi, forse troppi, che hanno accompagnato i dipendenti da sport dal primo mattino di sabato a domenica notte. Un ritorno ai vecchi tempi, alla normalità sconvolta da un anno che ha costretto lo sport a chiudere bottega. Ora si riparte, eccome ha dimostrato il fine settimana che, in un vortice di emozioni, ci ha regalato medaglie agli Europei indoor di atletica, il titolo alla Bassino nel Gigante, le splendide Strade Bianche, i mondiali di fondo, senza trascurare il calcio. Tanti di questi eventi erano di diritto esclusivo della RAI che, in un periodo nel quale i ragazzi sono costretti a casa, avrebbe potuto essere strumento di diffusione per far conoscere discipline che hanno fame di iscritti. Se la gara dei 60 metri di Jacobs o il salto in alto di Tamberi fossero andati in onda su una rete generalista gli ascolti avrebbero premiato la TV di Stato e stesso discorso vale per sci e ciclismo. Invece tutto dirottato sul canale 57 dei quali molti ignorano l ‘esistenza con il risultato che si e’visto poco di tutto. La beffa, scorrendo i palinsesti, in un pomeriggio dove Rai2 proponeva programmi seguiti soltanto dai parenti degli autori e Rai3, che evidentemente considera lo sport un aspetto non culturale, propinava repliche su repliche. Ora qualcuno potrà dire che sono sempre preso dalla nostalgia, ma mi ricordo che quando avevo 20 anni, iniziai a giocare a tennis vedendo i grandi tornei su rai2 mentre tanti miei amici, innamorati dal volley, misero su una squadra regionale. La domenica pomeriggio rai2 proponeva dalle 15 alle 19 Diretta Sport con tanto spazio agli eventi e poco al parlato. Credo che le Federazioni debbano spingere per una maggiore visibilità dello sport sulla RAI e sono sicuro come dicono anche tanti esperti, che le vocazioni aumenterebbero.

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