L’amaro tramonto della pallanuoto femminile

Non ci saremo, anche nella pallanuoto femminile e questa rappresenta una ferita profonda per lo sport italiano. Dai Giochi di Sydney a quelli di Rio, dunque per quattro edizioni consecutive, la pallanuoto femminile ha sempre recitato un ruolo di primo piano culminato con l’oro di Atene. A Tokyo non ci saremo, a meno che la pandemia non costringa qualche Nazionale a rimanere a casa, dando dunque vita all teoria dei ripescaggi. La delusione e’ grande e non si possono accampare scuse, se non quella, che vale per tutti, di una preparazione a singhiozzo, complice il virus. Abbiamo giocato il torneo di qualificazione a Palermo, dunque in una vasca amivpcam certo senza il sostegno fondamentale del pubblico. Ma nella piscina siciliana si sono viste le crepe che già cedevano nei Mondiali 2019, dove la nostra squadra non ha mai recitato un ruolo di primo piano. Il nuovo commissario tecnico Paolo Zazza ha fatto il possibile ma il materiale umano non sembra più di grande livello tecnico. Dopo il pareggio contro le olandesi, sia o stati travolti dalle magiare in una semifinale purtroppo senza storia. Tra le ragazze che han ben figurato l’imperiese Gorlero che in porta ha fatto gli straordinari ” Una grandissima delusione- ha detto dopo la partita contro l’Ungheria- ma non cerchiamo alibi. Le nostre avversarie erano più forti e stop” . Ma questa eliminazione rappresenta un grido di allarme per tutto il movimento, ad iniziare dall’interesse mediatico. La nazionale femminile che si giocava la carta olimpica e’ stata relegata in poche righe nei quotidiani sportivi e relegata sul canale telematico della RAI. A livello nazionale si registra un calo delle testate e, finita la pandemia, molte ragazze avranno già declinato la passione per la piscina. Bisogna lavorare e sodo, anche in Liguria dove la passione non manca. Bisogna lavorare per Parigi, coraggio bisogna attendere solo tre anni per tornare a sorridere agli dei dell ‘Olimpo

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