Sotto l’ombra rossoblù Della prima Coppa Italia

Non c’è due senza tre

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Un nipote d’arte Nicolò Buso (seconda punta, classe 2000) con una strepitosa doppietta ha castigato in rimonta il Vado ( terzo ko consecutivo) che esce dal “Sivori” ancora una volta a mani vuote. Come non bastasse l’ennesimo passo falso dei rossoblu ( secondo stop nel giro di pochi giorni e sesta sconfitta su le 10 gare sinora disputate) che pur erano riusciti a passare in vantaggio con il giovane D’Antoni (vero rapinatore d’area)  rischia di essere ancor più pesante penalizzando oltre che sotto l’aspetto della classifica anche sotto quello psicologico visto che mercoledì cotro la Folgore Caratese i ragazzi di Luca Tarabotto dovranno fare a meno del trequarti D’Agostino presentato la scorsa settimana in pompa magna dal ds Sonetti come la panacea di tutti i problemi.Il fantasista che è parso francamente ancora fuori condizione, sostituito al 72° per far spazio allo scalpitante Valenti, è stato infatti espulso dalla panchina e fara’ quindi mancare alla squadra quel famoso “quid” tanto invocato nel dopo match di Varese.Tornando alla partita la nota tattica ad effetto (leggasi cambio di sistema), la “svolta” se così resta più facile da intercettare come concept, l’ha data mister Ruvo, quando al 63° con tre cambi in un colpo la letteralmente rivoluzionato i corsari, sino ad allora volonterosi ma poco ficcanti ( Buffo, Puricelli e Bianchi hanno lasciato il posto a Cuneo, Cavalli e Ferretti.Da quel momento la sensazione è stata quella di uno scatto, di un laltro passo, prova ne sono le due reti (piatto calibrato che supera Luppi nell’angolo basso e incornata imprendibile) con cui Buso (lo zio Renato ha vestito, tre le altre, le maglie di Juventus, Fiorentina e Samp) ha ribaltato l’incontro, forse facilitato dagli errori del rietrante Casazza non così attento in marcatura.Francamente tra le fila vadesi non mi hanno convinto nè l’assetto di partenza (più volte ho manifestato la mia contrarità all’impiego del 4-2-3-1 per chi voglia salvarsi senza patemi) nè quello predisposto dopo l’1 a 0 (il modulo, 4 rombo 2, è facile da scegliere ma occorre saperlo allenare in settimana) nè le sostituzioni operate in corsa prova ne è che nessuno dei pur validi giocatori scesi nell’agone ha potuto elevare il tasso generale sia in fase di possesso che di non possesso.Non ho difficoltà di conseguenza ad inserire il portiere Luppi ( in altre circostanze non convincente) tra i migliori se non al primo posto della graduatoria di merito, il che la dice lunga.Nel mentre a chi sostiene che il Vado produce tanto (la serie sarebbe, seminare bene e non raccogliere niente) faccio notare che sul taccuino oltre alla già citata zampata su palla inattiva che ha dato una momentanea illusione di successo non risultano all’attivo altre palle gol ( strano, visto che a Bra si è “detto” di averne create ben 10) nè un’azione (una) degna di essere ricordata.L’analisi, puntuale e realistica, è questa e le chiaccrere da salotto stanno a zero.La Folgore sulla carta non è dello spessore delle ultime tre avversarie ma arriva da aver imposto fuori casa un pari all’Imperia non subendo gol. Ci vorranno concentrazione al massimo e nervi saldi. Auguro al gruppo calciatori (scusate se uso questo termine per taluni giudicato demodè : gruppo) di riprendersi presto da questo impasse. Altrettanto non posso fare per chi già adesso indipendentemente dai futuri risultati che verranno ha già dimostrato di non essere all’altezza dei compiti che con troppa generosità gli sono stati affidati. Saper costruire una squadra di calcio è difficile, vincente non ne parliamo : è un’arte. Mi sa che gli arbitri al primo anno che secondo qualcuno ci vengono appioppati in quanto ad inesperienza siano in buona compagnia!

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