Prima PaginaSotto l’ombra rossoblù Della prima Coppa Italia

Gentilissimo Presidente, volentieri accolgo il suo invito

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Sinceramente faccio tanta fatica ad esercitare il mio legittimo diritto di replica, visto che ho trovato l’esortazione rivoltami personalmente dal numero uno del Vado Fc, non circostanziata adeguatamente, fuori contesto e priva di nessi relazionali a cui ricondurmi.Tirato al cimento e chiamato direttamente in causa provo comunque a rispondergli cercando di non venire a meno a quel lungo rapporto di stima e rispetto che ci lega, sempre che per mantenerlo tale non implichi doversi necessariamente spalmarsi per compiacenza sul Tarabotto pensiero.Provo quindi a ricostruire la success story che è sconfinata in una dedica “fuoriposto”. Se non erro (invito chiunque a sconfessarmi) lo stesso presidente due domeniche or sono, a partita in corso aveva abbandonato innanzi tempo la disputa (ricordo che in due gare casalinghe aveva era raccolto un unico punticino) e che in settimana aveva “tuonato” (e ne aveva ben donde dopo 5 punti in 7 partite di cui 5 interne) che stante così le cose avrebbe atteso fine dicembre per decidere se ricorrere ad una campagna di rafforzamento ( mi permetto di aggiungere” come spesso già accaduto”, visto che ho a che fare con chi ha memoria corta) o accettare serenamente di scendere in Eccellenza. Senza questa doverosa premessa (incontrovertibile) non si va da nessuna parte.So bene che il nobile esercizio della coerenza intesa come corrispondenza tra pensiero ed azione non è da tutti, ma sino a quel punto l’orientamento del Pres era in perfetta sintonia con quanto da me scritto nell’articolo dal titolo “la Narrazione e la realtà” a Lui stesso inviato (come faccio prendendomi le responsabilità di quanto affermo) e di cui non ho avuto ritorni e/o commenti (della serie : chi tace acconsente).Nel pezzo analizzavo minuziosamente la sconfitta patita con il Pont Donaz (non sono ribadisco una volta per tutte nè un cronachista, nè un opinionista, nè una penna supina al volere del potentato di turno) attribuendone le colpe (se così si può dire, stiamo parlando pur sempre di sport e di uno sport in particolare dove chiunque dice la sua, ripeto chiunque, anche chi non ne è accreditato) al costruttore del progetto tecnico (presentato come triennale e con approdo in Lega Pro), il Ds Sonetti (preciso, niente di personale a scapito di fraintendimenti, ma mere constatazioni fattuali e la non condivisione del tentativo in corso di azzeramento delle bandiere), a cui a quanto pare la presidenza si è completamente affidata al punto che chi osa criticarne le scelte compie una sorta di lesa maestà.Ecco il seguito. Con stupore generale dal glorioso stadio “Franco Ossola” nell’intervista del fine gara (Vado vittorioso per 2 a 0) il Presidente intervistato dal collega Andrea Confalonieri ha dapprima gioito per il risultato finale (secondo me in maniera troppo trionfalistica, ma ci sta che ognuno abbia il proprio timbro comunicativo : preferisco di gran lunga i toni più professionali) dopo di chè esortato ad una dedica ne ha sdoppiato i destinatari (gli è data facoltà) elogiando il suo entourage (ci mancherebbe) e rivolgendomi una dedica speciale invitandomi a vedere il match appena concluso al fine di ravvedermi. Caro Presidente, sarebbe stato più prudente attendere almeno un altro miniciclo (a partire dal prossimo incontro con la Caronnese) prima di esporsi comunque mi appresto a risponderle per le rime. Cercherò di farlo con eleganza ed usando i modi e termini che rappresentano il mio percorso e la mia formazione culturale. Parto con un elenco di “premesso che”.Premesso che una rondine non fa primaveraPremesso che il blitz contro il Città di Varese è stato ottenuto ai danni dell’ultima in classifica (6 partite 5 sconfitte e soprattutto 5 senza segnare, la qualcosa ha determinato l’esonero di David Sassarini e l’arrivo di Ezio Rossi)Premesso che ho potuto visionare l’intera partita poichè trasmessa in diretta streaming e ciò mi ha permesso di valutarne il tasso tecnico globale (mediocre) e fatto la tara con il guizzo da vero attaccante di Valenti che si è bevuto il centrale rubandogli il tempo permane una certa difficoltà ad attaccare la porta avversariaPremesso che per gli amanti della lettura degli episodi (mi pare che Sonetti rientri tra questi specialisti) il rigore in movimento fallito da Minaj grida ancora vendetta, mentre la punizione ombra di Sanpietro ha trovato ancora una volta imbambolato il giovane portiere Lassi già autore di un paio di uscite a vuoto (per la cronaca è lo stesso che ha preso dall’imperiese Sancinito da centrocampo)premesso che l’encomio si sarebbe dovuto fare al mister Luca Tarabotto con cui mi sono sempre relazionato con franchezza, a cui non ho fatto mancare le mie critiche costruttive e quando è stato il caso ho fatto complimenti sinceri e non di facciata (a meno che in questo momento storico non vi siano altri “allenatori emergenti” sotto il livello di galleggiamento o aspiranti a delegittimarlo, ma queste sono dinamiche interne che non spetta a me esaminare)premesso che in tutta la mia vita sportiva sono sempre stato schierato al fianco dei giocatori per cui nessuno mi può aver mai sentito esprimere giudizi valoriali sull’attuale gruppoguardi Presidente se c’è qualcuno che merita di condividere con l’ambiente rossoblù questi primi 3 punti fuori dal Chittolina è proprio il sottoscritto. Io pubblico su di una rubrica fissa dedicata gratuitamente alla sua Società da 4 anni. Vada a rileggersi quante volte ho invocato il ripiego dalla formula del 4-3-3 in trasferta in un più ragionato 4-4-2. Questo non vuol dire nei miei intenti rinunciare ad attaccare, ma oltre a coprire meglio gli spazi, consente ad una squadra che deve salvarsi (anche se ritengo da addetto ai lavori che con il ricco budget messo a disposizione da Ella si dovrebbe aspirare a ben altri obiettivi) di essere più solida e compatta, guarda te, proprio come è successo. A furia di chiedere più equilibrio e concretezza e meno sbilanciamento in avanti e propositività, si è giunti a maturare finalmente una buona prestazione. Sin dall’inizio ho condiviso la formazione scesa in campo a Varese. Altro che 4-3-1-2 come qualcuno ha voluto spiegare (e caso mai mi piace più la dicitura 4 rombo 2), ma 4 centrocampisti 4, tra cui Lala impiegato ad impedire la costruzione dal basso dei biancorossi aggredendo il loro play Guitto. Giusta poi la gestione dei cambi anche se viste le ultime prestazioni fornite entrando in corsa credo che Diego Dagnino meritasse di dare il proprio contributo mettendo anche la sua sulla festa.Queste Presidente sono le mie sintetiche considerazioni, le stesse che dopo aver pensato e riflettuto bene, rendo note al termine di ogni partita del suo Vado. Se proprio vorrà in futuro, come mi auguro (mi ha reso importante a livello nazionale e ha accresciuto la già nutrita schiera dei followers che mi seguono e di coloro che apprezzano la mia verve) farmi una dedica speciale, la faccia col cuore anche a chi, come lo scrivente, la maglia che fu di Levratto l’ha indossata per 12 anni e che quando la incontra in tribuna è lì con il suo stesso scopo : tenere al bene del Vado. Lei nè è il proprietario ed il massimo dirigente (grazie ancora per quanto ha fatto, sta facendo e spero farà). Io, non lo dimentichi mai, nè sono un figlio, nè sono una creatura, ne ho interiorizzato l’essenza. Io, e le ripeto io, ho respirato la terra nera delle Traversine, lo sterrato di Quiliano, la polvere del Dagnino prima di diventare il Dott. Vaniglia e questo credo mi dia il diritto di poter dire la mia evitando che qualcuno voglia dipingermi come un detrattore solo perchè non funzionale ad un sistema.Anche in questo caro Presidente, mi sento “vadese” di estrazione : gente magari povera, operaia e tenace, ma libera!

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